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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, dicembre 02, 2012

L'oscurità avvolge Bologna

Nonostante sia stata bocciata la pretesa di Monti di ridurre le illuminazioni cittadine, la giunta cattocomunista di Bologna è più montiana di Monti.
Da tempo.
Chi ha la possibilità di uscire di casa al mattino presto, per farsi una passeggiata fino al luogo di lavoro, lo nota subito.
Alle sette (non in punto perchè l'orologio della giunta è in ritardo come la giunta stessa) si spengono i lampioni.
Anche adesso.
Anche a ottobre quando, con l'ultimo mese (aggiunto dall'europa) di vigenza dell'ora statale le sette sono, in realtà, le sei.
Il passante sta tranquillamente camminando quando, all'improvviso, tutto si spegne e non vede più dove mette i piedi, se non grazie alle luci private ... se ci sono.
Ecco un altro caso di sfruttamento del privato da parte di un "pubblico" che non svolge il suo servizio pur essendo lautamente pagato con le nostre tasse e, con Monti, anche con la rapina sulla casa chiamata imu.
Particolarmente pericolosa, questa scelta della giunta meroliana, nelle strade prive di marciapiede e dove il manto di asfalto non è riparato (le buche, piccole o grandi, stanno diventando come i portici: una caratteristica di questa città decadente) o dove è stato steso male, lasciando una decina di centimetri sul bordo e creando così un dislivello dove le caviglie dei pedoni sono messe a dura prova.
Se i commercianti, costantemente vessati dalla giunta che da loro pretende, ma non concede nulla, decidessero di spegnere le loro vetrine per una loro legittima "spending review", il buio regnerebbe sovrano per almeno una mezzora, dove potrebbe scatenarsi meglio quella criminalità piccola o grande che ha fatto retrocedere Bologna dal fino all'undicesimo posto tra le città in cui si vive meglio, nella annuale classifica del Sole 24 ore.
Questo Natale, poi, Bologna non avrà la Torre degli Asinelli illuminata.
Per un paio di decenni i commercianti si erano accollati l'onere delle "luminarie", piacevoli per cittadini e turisti.
Ma la giunta ha penalizzato i commercianti del centro storico con l'invenzione dei "T-days", cioè la pedonalizzazione forzata del centro, riducendo le loro opportunità di vendita.
Legittima quindi la protesta.
Non possiamo certo farne una colpa al sindaco Merola: cosa può sapere un primo cittadino campano di Bologna ?
Possiamo però riflettere sul fatto che l'oscurità che materialmente avvolge Bologna sia la rappresentazione degli anni bui che la città attraversa almeno dalla giunta Cofferati (altro sindaco forestiero che non ha mai capito Bologna).
Fino a quando i bolognesi continueranno a votare secondo le indicazioni del "partito" e non nell'interesse della città e dei suoi abitanti ?


*Nella fotografia la Bologna illuminata del passato ripresa da Villa Aldini

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lunedì, ottobre 22, 2012

Rusco a Bologna


La pessima giunta di Bologna guidata da un sindaco campano, continua nella sua azione di devastazione della nostra città.
Abbiamo già parlato delle strade e delle modalità di riparazione, adesso vediamo un altro aspetto che rende meno vivibile la città.
Da un paio di anni hanno deciso di procedere con la demagogica operazione della cosiddetta “raccolta differenziata” dei rifiuti.
Al posto dei vecchi, ordinati cassonetti, adesso le famiglie hanno ricevuto alcuni sacchetti di differenti colori e una lista relativa ai giorni di ritiro dei rifiuti in base alla tipologia.
Il mio quartiere è stato coinvolto come “pilota” e già ebbi uno scambio prolungato di e-mail con un responsabile Hera dei rifiuti e quando un suo collega venne per individuare i punti di raccolta, assieme ad altri residenti lo affrontammo finchè non fu costretto ad ammettere che la raccolta differenziata non avrebbe fatto risparmiare nulla, anzi costava di più all’azienda.
Infatti la tassa sul rusco (tarsu) è progressivamente aumentata.
Così è cominciato lo spettacolo incivile dei sacchetti appoggiati vicino ai portoni di casa, a volte fradici di pioggia, a volte con dispersione del contenuto se chiusi male, se c’è stato vento o se qualche animale è andato a rovistarvi come è naturale per cani e gatti anche domestici quando vengono lasciati a curiosare nei giardini e nelle strade limitrofe al loro “territorio”.
L’indecenza oggi si è estesa a tutta la città e, soprattutto, al centro storico, una volta bello tanto che Bologna è sicuramente al livello di Firenze, Venezia e Roma per bellezze architettoniche, che ora è sistematicamente colorato di giallo e azzurro e nero.
Sacchetti dei rifiuti che stazionano almeno dalle otto di sera alle otto del mattino e, a volte, sia pur in numero minore, anche nelle restanti ore.
Evidentemente il sindaco campano aveva nostalgia del paesaggio natio …



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venerdì, ottobre 12, 2012

In memoria di Helmut Haller, "al Tudàsc"

Helmut Haller campione del Bologna dello scudetto 1964 è morto all'età di 73 anni.
Bologna lo ricorda come uno di quelli che giocavano come in Paradiso e il suo stile inconfondibile, in un'epoca in cui la classe individuale contava più della prestanza fisica, ne hanno reso un interpreta sopraffino del calcio, del bel calcio.
Per molti Haller è un nome, uno di quei dodici nomi essenziali per lo scudetto del 1964.
Per quelli della mia generazione, allora bambini ma già in grado di comprendere l'evento scudetto, resta un mito, sempre giovane, come Bulgarelli e tutti gli altri.
Non importa se poi finì alla Juventus dove vinse di più, ma è sicuramente più facile vincere con la Juventus che con il Bologna.
Bologna gli era rimasta nel cuore, come lui è rimasto nel cuore della città.
Addio, Tudàsc !

Helmut Haller "al Tudàsc"




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giovedì, settembre 20, 2012

Fare e disfare


Dalle finestre dell’ufficio ho visto per un paio di mesi i lavori finalizzati alla risistemazione dei lastroni di pietra che compongono la pavimentazione della centralissima via Rizzoli.
Non capisco con quale criterio, ma la strada, invece di essere interamente chiusa per un modesto disagio durante il mese di agosto, è stata (evidentemente) divisa in settori, “affrontati” dagli operai uno alla volta.
Prima tolgono e rimettono i lastroni in una striscia rettangolare che per una decina di metri occupa un terzo della carreggiata mentre ai lati passano autobus e mezzi vari, poi si spostano in un altro perimetro a fare lo stesso lavoro, riaprendo immediatamente la parte appena riparata.
Così i mezzi pesanti passano subito sui lastroni appena messi (e non ancora solidificati) provvedendo immediatamente a renderli sconnessi quando non a sollevarli (come è accaduto alcuni giorni fa) richiamando al pronto intervento gli operai della manutenzione.
Quanto potrà durare la pavimentazione così realizzata ?
E quanto potranno essere pari i lastroni dei vari settori lavorati separatamente (già ora ho visto dei gradini che hanno costretto a rifare il lavoro una seconda volta) ?
E quanto ci costeranno le cause e le riparazioni, inevitabili vista la mancanza di cura nell’attendere che i lastroni si stabilizzino prima di fare passare i mezzi pesanti ?
E che dire di via Castiglione, asfaltata solo un anno fa, di nuovo chiusa per il “ripristino dei bocchettoni” come recita il cartello.
Cartello che era stato affisso in previsione di una lavorazione che, molto più intelligentemente, era stata indicata con chiusura al doppio senso della strada tra il 12 e il 19 agosto, mentre un inopinato rinvio, ne provoca l’obbligo di senso unico tra il 10 e il 20 settembre, cioè con il traffico pieno.
E in cosa consiste il lavoro ?
L’anno scorso avevano asfaltato lasciando però un dislivello attorno ai tombini che immettono alle varie condutture interrate.
Dopo un paio di mesi avevano provveduto a ritoccare i bordi dei tombini.
Il cosiddetto “ripristino dei bocchettoni”, dopo due giorni di lavoro significa:
- primo giorno: creazione senso unico e delimitazione area di lavoro;
- secondo giorno: realizzazione di una canaletta quadrata attorno a tutti i tombini;
- giorni successivi: colata di cemento e rabbocco (di nuovo !!!) con l'asfalto fino a pareggiare (ma quelli fatti sinora non sono poi così pari ...).
Non mi sembra una scelta particolarmente risolutiva.
Il prossimo anno dovremo nuovamente assistere alla chiusura della strada ?
E poichè è la terza volta che si interviene sul medesimo tema, possiamo sperare che non si sia pagato nulla per il secondo e questo intervento, visto che è dovuto ad un lavoro fatto male dall'inizio ?
Mi sembra che non ci siamo proprio nella cura e nella amministrazione di Bologna, se si improvvisa e si opera con tanta approssimazione e poi dobbiamo ascoltare assessori che si preoccupano di liberalizzare la droga e altri che si accorgono di quanto sia sporca e degradata Bologna.
E se poi consideriamo che il “fiore all’occhiello” della architettura moderna cittadina è il palazzone dell’Unipol, mentre cartelli cubitali ci informano che la coop (la stessa che si presa molti punti vendita Plenty, come se non ne avesse già abbastanza) è lieta di annunciare la prossima apertura della “coopZanichelli”, allora abbiamo la dimensione esatta di come siamo messi male a Bologna, sotto ogni profilo: culturale, economico e politico.



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lunedì, settembre 17, 2012

Altra Laurea Honoris Causa s-data agli Eurocrati: stavolta Trichet



                                                 (Jean-Claude Trichet)

Bologna, Bologna...ma che mi combini Bologna....ma dove s'è cacciata la tua indipendenza di pensiero?
Eh sì, perchè l'Università di Bologna ultimamente si deve essere specializzata in premiazioni particolari.

Su molto si può discutere, la più assurda fu la Laurea Honoris Causa a George Soros, che fu omaggiato e ringraziato per aver distrutto la lira, mentre in altre parti del mondo cui aveva dedicato lo stesso trattamento, era ricercato con tanto di taglia. Ma così velocizzò l'entrata nell'euro-gabbia, non senza aver bruciato tutti quei miliardi e fatte uscire intere Nazioni dallo SME, non senza precise "collaborazioni interne", Prodi e Ciampi.



Dopo il Sigillum Magnum a Prodi, Juncker e Kohl, e altre premiazioni simili, oggi è stata conferita la Laurea Honoris causa a Jean-Claude Trichet.
Riporta anche il Carlino che era stato dedicato all'ex Presidente della BCE uno striscione da "pochi studenti" (del resto il centro storico era blindato) in cui era scritto "Dottore in Macelleria Sociale".

Seguendo i fatti degli ultimi anni, non mi sento affatto di contraddirli. Realmente lo scontento che sta montando in tutta Europa e nei paesi PIIGS sarebbe rappresentato ....solo da 4 studenti? E i suicidi, perchè non se ne parla più??
Ma l'informazione da giornali e tv, tutti compatti con i banchieri, gli eurocrati, la finanza internazionale e il governo non eletto in carica, è questo unico messaggio che solo sa far passare. Tutti contenti e tutti benedetti sotto l'euro.

Tra l'altro l'articolo del Carlino legge il mini-dissenso non solo tra studenti, ma esclusivamente tra forze marginali di sinistra e centri sociali occupati, 
fingendo di dimenticare l'opposizione netta a questo tipo di Europa e di malagestione dell'euro anche da parte di Movimento 5 Stelle, Lega e Destre, dalla Destra sociale a FN. 




Josh


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venerdì, agosto 24, 2012

Lucifero ha picchiato duro


In questi giorni è un gran parlare degli anticicloni africani che si sono succeduti e che hanno aggredito Bologna e i bolognesi.
Molti sono riusciti a difendersi bene, ma su qualcuno Lucifero e i suoi fratelli hanno picchiato senza pietà.
Tra questi c’è l’assessore (non so a cosa) del comune di Bologna, la signora Nadia Monti che avrebbe ipotizzato di trasformare Bologna in una Amsterdam italiana,  aperta alla liberalizzazione delle droghe.
“Leggere”, ovviamente, come se una droga presunta “leggera” non provocasse i medesimi effetti dannosi delle altre.
Così, nel giorno in cui il dipartimento contro il doping degli Stati Uniti annuncia la revoca di tutti i titoli per il ciclista Lance Armstrong e poco dopo la pubblica crocifissione del marciatore italiano Alex Schwartzer, ecco che la signora Monti vorrebbe aprire Bologna ad una fauna umana di cui faremo volentieri a meno, avendo la nostra già problemi con ospiti alquanto indesiderati e che deturpano la nostra città.
Leggo con piacere che non ci sono adesioni alla proposta della signora Monti.
E’ opportuno ribadire, senza “se” e senza “ma” che drogarsi è Male.
E’Male per se stessi (e francamente la cosa può anche non interessarmi) ma è Male anche per il prossimo, perché l’assuefazione da droga spinge a reazioni inconsulte e alla disponibilità a qualsiasi atto pur di procurarsela.
Ed è ora anche di smetterla di fare distinzione tra drogati e spacciatori, con i primi che sarebbero le “vittime” della società.
Se non ci fossero quelli che si drogano, gli spacciatori dovrebbero trovarsi un altro mestiere per campare.
Del resto se nella prostituzione sono le prostitute ad essere “scusate” e il bersaglio sono gli utilizzatori del servizio, non si capisce perché con la droga debba essere il contrario.
Stesse pene per i drogati e per gli spacciatori.
Una seria e severa repressione, altro che tolleranza e piccola Amsterdam !
Abbiamo già una città che primeggia nella criminalità, con un aumento del 40% anche dei furti negli appartamenti.
Non occorrono nuovi arrivi di elementi ai margini della società attratti da una tolleranza che non trova alcuna giustificazione.




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mercoledì, agosto 01, 2012

La Regione E/R si autopremia ancora


Nonostante le Spending Review, la pretesa 'austerità' che colpisce solo i cittadini, la Regione Emilia Romagna, in piena 'era terremoto' (solo 2 mesi fa) con la ricostruzione delle aziende e delle case private ancora da fare, che fa? Si autopremia.

Dal Carlino:

"Tutti promossi, e tutti con il massimo dei voti. Anche per il 2012 i dirigenti della Regione Emilia Romagna dormono sogni tranquilli: il loro ‘premio di risultato’ guadagnato nel corso del 2011 è arrivato puntuale come sempre. E, come gli anni scorsi, la Regione ha messo mano al portafoglio staccando un assegno di 2.273.127 euro (da dividere con i direttori generali) per coprire la spesa dovuta a queste ‘gratifiche’, così come previsto dal contratto integrativo stipulato nel marzo 2012 con i sindacati. Nel quale, tra l’altro, si specifica come "il tetto massimo di risultato da riconoscere ai dirigenti che conseguiranno la valutazione più elevata, è calcolato in modo da utilizzare tutto l’importo stanziato".
 La valutazione, già. Il sistema applicato dalla Regione prevede quattro fasce di merito: A (100% del premio); B (80%), C (60%), D (40%) ed E (nessun premio). Come nel 2011, anche quest’anno i dirigenti della giunta hanno ottenuto tutti i voti più alti. Su 170 ‘esaminati’ in 112 hanno preso A, mentre i restanti 58 si sono dovuti accontentare del voto B. Tradotto in soldoni: i primi, quelli con contratto a tempo indeterminato, hanno avuto tra i 18.151 e i 19.780 euro lordi in più. La differenza è dovuta alla posizione che ogni singolo dirigente occupa all’interno della struttura."

un'altra opinione qui:

"Fosse un’azienda privata, non apriremmo bocca. Un imprenditore, dei suoi soldi, può tutto sommato fare ciò che vuole. La Regione però non è un’azienda privata e i soldi sono pubblici, cioè nostri, cioè vostri, cioè tuoi.
E allora — lo scriviamo da mesi — smettiamola di prenderci in giro e di raccontarci barzellette. Visti i tempi, è un insulto al buonsenso (e ai nostri portafogli) che 170 dirigenti regionali su 170 siano premiati per il loro lavoro con 2 milioni e 200mila euro (in media, circa diecimila euro netti a testa all’anno; oltre al regolare stipendio, ovvio). Questo non è un premio, questa non è meritocrazia: questo, diciamocelo, è un integrativo camuffato. O se volete: un regalo obbligato che viene elargito ogni anno da Babbo Natale Regione."
Preso dai nostri soldi, con la ricostruzione post-terremoto alle porte.

Pessimismo e fastidio.

Josh

AGGIORNAMENTO 3 AGOSTO:

Dopo l'inchiesta del Resto del Carlino, la Regione taglia i premi del 15%
e avvia una riforma del sistema valutazione
QUI I DETTAGLI

"ADDIO ai super premi di produttività per tutti i dirigenti regionali, che nel triennio 2009-2011 sono costati ai contribuenti emiliano romagnoli la bellezza di 7,6 milioni di euro. Arrivano le nuove norme, più volte auspicate dal Carlino, che dovrebbero riportare un po’ di buonsenso su un sistema di valutazione che nel 2011 ha premiato 170 dirigenti su 170, infilandogli in tasca circa diecimila euro a testa. Ovviamente oltre al regolare stipendio. Ovviamente a spese di cittadini e imprese che da mesi tirano la cinghia nella speranza di uscire dalla crisi.
LA REGIONE Emilia Romagna taglia infatti del 15% i premi di produttività dei direttori generali e avvia il percorso di riforma del sistema di valutazione delle prestazioni di tutta la dirigenza. Lo ha deciso la giunta approvando la delibera che riduce l’entità della produttività dei direttori generali e fissa le linee di indirizzo per la definizione, in un atto che sarà presentato a ottobre, dei nuovi criteri di valutazione per tutti i dirigenti. «Si tratta di novità importanti - sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo delle Risorse umane e organizzazione, Donatella Bortolazzi — che arrivano dopo aver considerato la particolare, difficile situazione nazionale e internazionale e il peggioramento delle condizioni economico-finanziarie dell’Italia e della regione Emilia Romagna».


l'opinione

"ALLELUJA! Dopo un en plein (170 dirigenti su 170 tutti insieme sul gradino più alto del podio) da far sbiadire perfino l’impresa delle azzurre di fioretto alle olimpiadi di Londra, finalmente la giunta guidata da Vasco Errani ha deciso di cambiare le assurde norme che lo hanno reso possibile. Coprendo di ridicolo la Regione, alla prese con una spaventosa crisi economica e occupazionale. E mandando fuori dai gangheri cittadini e imprese che continuano a pagare le tasse nonostante la cinghia sia sempre più stretta. Intendiamoci, non è che con le nuove regole ci voglia Stakanov per portarsi a casa anche nel 2012 il premio di produttività. Però la delibera di viale Aldo Moro, che taglia la torta del 15% e cancella una generalizzazione che ricorda tanto quella del ‘sei politico’ di sessantottina memoria, va nella direzione giusta."

famo l'80% in meno, e forse "vediamo la luce in fondo al tunnel" anche noi




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venerdì, giugno 15, 2012

Un, due, tre


Bologna città è stata solo lambita dal terremoto, anche se qualche monumento ha avuto danni ed una antica ciminiera (al Molino Parisio) è stata praticamente abbattuta (in sicurezza).
Del resto Bologna è cronicamente disastrata di suo, essendo amministrata da quasi settanta anni dai comunisti, con una sola, breve pausa tra il 1999 e il 2004.
Così noi bolognesi continuiamo nell’abituale “andazzo” che, lentamente – mica poi tanto negli ultimi tempi ! – ma inesorabilmente ci sprofonda nella decadenza.

Cittadinanza e appartenenza
Un indice di questo progressivo abbandono è il conferimento, che un sindaco campano elargisce ad un altro campano, della cittadinanza onoraria di una città cui nessuno dei due appartiene.
E’ lo specchio della nostra società, dove la deriva morale porta una parte ideologicamente schierata a voler concedere cittadinanza e voto agli immigrati che nulla hanno a che spartire con la nostra Storia, la nostra Tradizione, la nostra Religione, la nostra Cultura, financo la nostra Cucina.
Insomma non appartengono alla nostra comunità ma, grazie alle quinte colonne, potranno autoalimentarsi, fino ad espellerci dalla nostra Terra, come in molte tendopoli del modenese viene denunciata la massiccia presenza di immigrati invece dei terremotati locali.

Assalto ad Equitalia
Un gruppo di estremisti ha violato una proprietà, dove ha sede Equitalia, portando in strada mobili e strumenti di lavoro.
Sono totalmente contrario alle vessazioni fiscali, all’imu e alle tasse utili solo ad alimentare il debito e la spesa pubblica.
Ma non è quello il sistema per bloccare la deriva fiscale di Monti e dei suoi tirapiedi.
Anche perché tutte le distruzioni saranno riparate e sostituito non certo con una riduzione dello stipendio dello Sceriffo di Beferingham e dei suoi gabellieri, ma con le nostre tasse.

Giunta horror
La vice Merola, entusiasta per il fatto che una cittadina abbia lasciato al comune le sue sostanze, ha lanciato un appello di pessimo gusto ai bolognesi: fate testamento a favore del comune !
Per poi vedere i propri beni assegnati a chi bolognese non è ?
Oppure per pagare gli inutili spettacolini, buoni solo per compiacere nani e ballerine vicino al partito (ma chi ha pagato e quanto è costato quell’obbrobrio di palco in piazza Maggiore, realizzato anche in questo anno in cui le strade sono sempre più sconnesse ?) ?
I beni di famiglia (che dovrebbero essere esentasse !) devono restare in famiglia e, sicuramente, almeno io, non li donerò ad un comune che minaccia di restare ancora a lungo nelle mani della sinistra.





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giovedì, maggio 03, 2012

Raccolta differenziata = imposta aumentata


Ieri ho ricevuto il bollettino annuale della Tarsu, tassa dei rifiuti, meglio conosciuta a Bologna come tassa del rusco.
Da tre anni a casa mia viene effettuata la raccolta differenziata.
Improvvisamente la solita giunta di sinistra con velleità ecoambientaliste, decise che la zona in cui abito divenisse sperimentale per la raccolta differenziata a dei rifiuti.
Ci fornirono alcuni sacchetti di diverso colore e una lista con l’indicazione di cosa veniva raccolto dal lunedì al sabato.
Avrebbero la pretesa che nei giorni di non raccolta ci si tenesse il rusco (spazzatura) in casa, magari in terrazza (con quale effetto d’estate, si può immaginare).
Sono solo due i giorni di ritiro dei rifiuti organici (e dovrei tenerli in casa cinque giorni su sette ?!?!?).
Uno solo per la “indifferenziata”, carta e plastica.
Alcuni residenti (li conosco, in fondo abito dove abito dall’età di tre anni e so che sono tutti di sinistra !) erano entusiasti e propagandavano la decisione come un’ottima occasione per arrivare ad un risparmio anche sulle bollette.
A me il responsabile di tutta l'operazione dell’Hera (con il quale entrai in polemica epistolare e poi de visu in occasione dell'allocazione dei bidoni) disse esattamente il contrario e cioè che la differenziata costa di più.
I miei vicini (anche loro mi conoscono per uomo di Destra e quindi ostile alla giunta cattocomunista …) non mi credettero, ma adesso stanno zitti.
Negli ultimi tre anni la tassa del rusco invece di diminuire è aumentata e non di poco: oltre il 13%.
Nel solo ultimo anno l’aumento è stato del 4,26 %.
Dobbiamo metterci in testa che le paturnie ecoambientaliste costano più di quel che rendono (veggasi il terrorismo sul nucleare che ci rende servi dell’energia costosissima da importare) e il più delle volte sono anche finalizzate a realizzare guadagni economici da parte di chi ne propaganda la bontà.





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giovedì, aprile 26, 2012

Qui Bologna, città del socialismo reale


Cambiano i sindaci, ma il loro dna comunista continua a lasciare una traccia profonda.
Merola, come i suoi predecessori della stessa razza rossa, per marcare il territorio e segnare il suo passaggio usa l’arma dei divieti.
Così, a forza di vietare, Bologna diventa una cittadella viva solo in periferia, mentre il centro diventa sempre più città proibita.
Dal 12 maggio terminano i sabato senza l’infernale spione elettronico chiamato Sirio che fotografa le targhe delle macchine che osano avventurarsi all’interno di una ipotetica cerchia.
E’ solo il primo passo verso ulteriori divieti alla circolazione in tutto il centro storico e in tutti i giorni.
I commercianti, già pesantemente colpiti da una crisi di fiducia che porta tutti noi a risparmiare più che a spendere, vedranno ulteriormente ridursi le proprie entrate.
Bologna, città di servizi, con i suoi “bottegai”, in cui le industrie, poche, sono state o trasferite a proprietà straniere o chiuse, continua così a perdere la sua caratteristica fondata sul terziario, senza avere alcuna alternativa.
La decadenza continua.
Ovviamente mi auguro che a pagarne le conseguenze siano, prima di tutto, coloro che hanno votato e continuano a votare per la sinistra.
Non è una gran consolazione, ma si può ragionevolmente pensare che, a forza di bastonate in testa (e soprattutto prelievi dalle loro tasche), anche quelli che “non capiscono ma si adeguano”, smettano di adeguarsi e di credere che i coccodrilli volino, solo perchè lo trovano scritto sul bollettino del partito.





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domenica, aprile 22, 2012

Nomi e radici culturali

La giunta cattocomunista di Bologna continua nella sua azione devastatrice e adesso ha preso di mira la intitolazione delle scuole.
Leggo che la scuola media Dante Alighieri, con la scusa che, formalmente, non avesse alcun nome, verrà intitolata dalla giunta comunale a Fabrizio De Andrè.
Io non sono un esperto di musica e, con tutto il rispetto per De Andrè, al momento, di lui ricordo solo la deliziosa biondina che ha avuto come moglie, mi sembra comunque che una scuola dovrebbe, anche nel nome, identificare la nostra storia culturale.
Semmai una scuola "De Andrè" poteva aggiungersi ad una "Dante Alighieri", non sostituirla, quasi a voler cancellare le nostre radici.
E fosse stato almeno bolognese !
Al limite avrei compreso maggiormente l'intitolazione della scuola a Giacomo Bulgarelli !
Spero che la decisione della giunta non sia la prona conseguenza  ai reiterati attacchi mondialisti contro il nostro Sommo Poeta, reo (?) di essere, a loro avviso, islamofobo, xenofobo e omofobo !



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venerdì, aprile 20, 2012

Mense Scolastiche E/R: vietata la Mortadella !


La Regione Emilia Romagna ne ha pensata un'altra delle sue.
Adesso vieta nelle mense scolastiche i salumi nostrani, mortadella, salame....
Ma come, la Mortadella, conosciuta in tutto il mondo come "La Bologna", quasi che prenderne un etto sia come portar via con sè un etto di città, non può stare sulle mense di scuola??

Il pretesto addotto sarebbe per via della maggior salubrità e leggerezza della dieta, 
il sospetto è che sia per far piacere..a "qualcuno".

E intanto i nostri (ottimi) produttori di carne boccheggiano. Ma Confesercenti e Coldiretti contestano giustamente e aspramente la Regione, che tra le altre cose vieta un altro prodotto tipico, come la piadina romagnola.


Il tutto va a mio avviso collegato con la notizia che le mense già potevano offrire kebab, cous cous, e simili, come anche il tg regionale di rai 3 mostrò qualche mese fa; o come riporta al link (verso metà pagina) ADN Kronos, in cui l'associazione SIMM si lamentava, da QUI:

"Cous cous, pane arabo e riso cinese. I cibi etnici cominciano ad arricchire i menu' delle mense scolastiche italiane, per soddisfare gusti ed esigenze di alunni di ogni credo e colore. Ma, parola di esperti della Societa' italiana di medicina delle migrazioni (Simm), ''la strada verso l'integrazione e' ancora lunga. Le mense scolastiche del Belpaese che servono di routine piatti tipici di altre culture ''oggi non arrivano infatti al 5%''.

Intanto, togliere radicalmente i derivati del maiale e altri prodotti tipici, potrà mai essere una "strada verso l'integrazione"?  Chissà cosa ne avrebbe pensato lei, la Gradisca!



Josh


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giovedì, aprile 19, 2012

Qualcuno ne dubitava ?


La giunta rossa di Bologna ha assegnato alle coop rosse la gestione della storica libreria Zanichelli in Piazza Galvani.
Sconfitta la cordata di librai privati.
C'è qualcuno che avesse dubitato dell’esito di tale assegnazione ?



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venerdì, aprile 13, 2012

Bologna che scompare

In questi giorni è difficile parlare di Bologna, poco dopo la scomparsa  dell'artigiano che si è dato fuoco davanti alla sede dell'Agenzie delle Entrate: non ci sono parole, e il nostro rispetto, pensiero e preghiera vanno alla famiglia. 

Ma già altri imprenditori sono arrivati al gesto estremo, in ogni parte d'Italia, tra cui uno giovanissimo.
La nostra preoccupazione e ira vanno invece tutte ad un sistema di esazione esoso, aggravato dalla mancanza di lavoro per tutti, dall'aumento folle dell'Iva, dalla pressione fiscale generale, alla crisi, amplificata dalle cieche, dannose, se non criminali scelte governative. Tassazioni folli, continuo aggravio fiscale, "sobrietà" e austerità sono solo modi per affossare le imprese, il lavoro, la gente, e per causare la crisi, non risolverla.

Su questo sfondo, solo come guardandoci un po' intorno, prendiamo atto anche di un cambio ulteriore di fisionomia della città.

 
Alcuni negozi storici, questa volta di abbigliamento, ma vere istituzioni nei rispettivi generi, dal bon ton all'eleganza retrò al meglio del prêt-à-porter locale e mondiale, talvolta con prezioso servizio su misura,  negli ultimi mesi/anni hanno chiuso: in Via Murri Sabbioni; un po' più di tempo fa, Boni.
Al loro posto o nulla o franchising, di minore prestigio. 
Lo scorso autunno, in crisi anche la storica non solo calzaturiera Bruno Magli.

Anche i cinema sono in crisi: certo che prima che di crisi delle sale, indubbiamente parlerei di crisi del cinema come forma d'espressione, dal momento che nel cinema italiano sono più di 20 anni che non esce nulla di davvero degno di nota, e dall'estero imperversano le saghe ipercommerciali tra remakes inutili, e giochi di riprese tutto fatto su pc all'insegna della spettacolarizzazione di plastica, o al più, tranne rarissime eccezioni, un'idea di regia che ricorda quello che Hitchcock definiva in modo sprezzante "ripresa di gente che parla", intendendo con questo una regia talmente asettica e priva di emozione, di logica, di segni di interpunzione che porta la comunicatività del mezzo al grado meno di zero.
Se a questo si aggiunge la crisi, il prezzo del biglietto, gli scaricatori di internet e la tv pay per view il gioco è tristemente fatto. La crisi per ora è segnalata per circuiti Seac Film Srl e Circuito Cinema Bologna Srl, quindi per le sale Jolly, Odeon, Europa, Rialto e Roma d'Essai: si parla della possibile chiusura del Jolly e dell'Europa, e della riduzione di programmazione delle altre, compresa riduzione del personale.


(Ducati Testastretta 999)

Nel frattempo, dopo alterne vicende, la Ducati pare sarà rilevata dal gruppo internazionale Audi
un'altra parte di azienda storica di Bologna che se ne va, o almeno cambia proprietà. 
Il gruppo Audi-Volkswagen aveva già rilevato anche l'altra perla nostrana, 
Lamborghini (Stabilimenti a Sant'Agata Bolognese).  



Come ciliegina finale, con il nuovo piano "traffico" scompare anche la viabilità a Bologna:
si parla di pedonalizzazione sempre più vasta del centro storico della città. 
eeeh  "Magnifiche sorti e progressive" , per dirla con La Ginestra leopardiana.
Ma non tutti dovranno andare forzatamente a piedi.
Anzi, chi vorrà, ci dice il Carlino,  andrà in giro nientepopodimeno che  in ....risciò:


(un risciò cinese, 
la nuova risolutiva proposta istituzionale per la viabilità nel Comune di Bologna,
rigurgito della Cina veterocomunista)
 

dall'articolo: " Dopo la “T” pedonale nei weekend, per la quale si sta pensando anche ad un servizio stabile di risciò, arriverà la nuova Ztl. La giunta Merola ha intenzione di rivoluzionare entro i primi mesi del 2013 la zona a traffico limitato, con l’acquisto di nuove telecamere Sirio, la chiusura degli attuali ‘buchi’ del sistema e l’inclusione della zona del palasport. Del pacchetto farà parte anche la divisione del centro in ‘spicchi’ per limitare gli spostamenti dei residenti e il completamento della revisione di tutti i pass per rendere la limitazione degli accessi davvero efficace ed evitare ‘favoritismi’. In quella sede, non prima sarà valutata anche l’ipotesi di vietare l’accesso al centro anche di sabato."

 (un risciò a Calcutta, presto anche a Bologna)

Josh



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mercoledì, marzo 28, 2012

Unipol, Bologna e varie


Dall'inizio dell'anno, sono in corso le nozze assicurative fra gruppo Unipol (Ugf) e il gruppo Premafin-Fondiaria Sai. E' nato così un colosso assicurativo e capitalistico italiano,
il secondo nel panorama nazionale dopo Generali. Qui un beve riassunto.

La notizia, piuttosto negletta in giro peraltro, merita di comparire su Svulazen, sia per l'importanza del gruppo per la città di Bologna, sia per i legami più o meno virtuali col PD (a proposito delle polemiche continue di poc'anzi proprio del PD su conflitto di interessi, partiti, grandi gruppi e/o capitali personali), sia per l'impatto visivo-urbanistico che l'espansione del gruppo ha sulla città. Ma ci sono anche altre sorprese.

La cronaca non fitta delle ultime settimane a riguardo, è peraltro varia, per via di numerose implicazioni nell'operazione. Nel frattempo è stato deliberato un aumento di capitale per Fondiaria Sai pari a 1,1 miliardi.
Fondiaria Sai faceva capo a Salvatore Ligresti e Famiglia, vicini in qualche modo a Berlusconi, e Unipol è vicina al PD. ADN Kronos ne parla diffusamente.

Dall'Articolo: "Sei anni fa c'erano le ambizioni di Giovanni Consorte e 'i furbetti del quartierino', oggi ci sono il tandem Stefanini-Cimbri e una societa' che e' vicina a firmare una maxi-fusione con la famiglia Ligresti. (...)

L'obiettivo dichiarato oggi e' quello di "creare un operatore italiano di primario rilievo nel settore delle imprese di assicurazione, in grado di competere efficacemente con i principali concorrenti nazionali ed europei e di generare valore per tutti i propri azionisti".

Quello che perseguiva Consorte era di fare di Unipol un campione nazionale del credito. Il suo, diceva, era un progetto per l'Italia: "se vogliamo stare sui mercati globali dobbiamo avere aziende competitive. Altrimenti diventeremo un Paese di consumatori, un Paese destinato a indebitarsi, condannato al declino". Uno spirito che si percepiva anche nello stretto contatto con il mondo politico, e in particolare con i vertici dei Ds, anche a prescindere dalla celebre intercettazione di Piero Fassino, "Abbiamo una banca?", che non ha avuto nessun riscontro giudiziario ma che, al netto delle strumentalizzazioni, resta emblematica del clima in cui si muoveva Consorte.

Unipol e' uscita da quella vicenda con un danno di immagine, con un problema di trasparenza, ma anche con una consistente liquidita' da investire. Oggi, dopo una lunga transizione, passata per la gestione 'conservativa' dell'amministratore delegato Carlo Salvatori, la compagnia puo' utilizzare quella liquidita' per salvare le aziende della galassia Ligresti e far nascere una compagnia seconda in Italia solo a Generali.

L'altro dato rilevante e' che si concretizza un'operazione politicamente trasversale, che mette allo stesso tavolo una societa' che e' considerata il gioiello delle coop rosse, storicamente legata all'area politica di sinistra, con la famiglia Ligresti, che vanta da sempre solidi legami nel Pdl e, in particolare, con la famiglia La Russa. "

Ci si chiede, a proposito della fusione, se non si crei monopolio di fatto nel mercato,
suddiviso a livello nazionale adesso solo tra Generali, Unipol+Fondiaria Sai, e Allianz, e tutto il resto viene casomai molto, ma molto dopo.
Berlusconi e il suo schieramento sembrano essersi agevolmente liberati di Fondiaria Sai (premio per l'essersi fatto da parte, di Berlusconi?) che aveva più di qualche disavanzo,
e Unipol Fondiaria Sai, ora assurto a secondo operatore assicurativo nazionale, si ritrova garantito un 'parco clienti' ancora più enorme.
Altre note non indifferenti QUI.
Ad oggi, il piano comprende comunque la fusione tra Unipol, Fondiaria Sai, Premafin e Milano Assicurazioni.

Monti è in fase di "liberalizzazioni": una dovrebbe essere una sorta di rivoluzione copernicana (almeno così è presentata) sul meccanismo degli agenti monomandatari.
Il monomandato, per sua struttura, restringeva l'offerta allo schema: un agente, un mandato assicurativo.
Il decreto abolisce il monomandato, e impone agli agenti di lavorare rappresentando due società come minimo, e meglio di più, quindi proponendo un'offerta assicurativa ai clienti più variata, di almeno due compagnie e possibilmente anche più.

Lati dubbi ce ne sono: scompare l'agente monomandatario in carico a ciascuna compagnia,
dal momento che adesso lo stesso agente deve proporre più e più opzioni di varie assicurazione RCA.
Ma se prima un agente monomandatario presentava una sola proposta, oggi un agente 'generico' deve fare tante proposte da parte di tante compagnie, il che si risolverà anche in una notevole perdita di posti di lavoro, visto che, prima, ciascun agente lavorava per una compagnia, ora virtualmente ogni agente lavorerà per tutte.

Si dice che così ...si sarebbe liberalizzato il mercato assicurativo:
ma pare di immaginare più che altro il povero agente, ora plurimandatario, districarsi tra presentazione di più offerte,
mentre l'utente finale sceglierà la polizza che costa meno (per forza di cose), con l'eventualità che potendo "scegliere" (sì, ma....scegliere tra sempre meno grandi gruppi),
le cifre da sborsare saranno sempre in crescita e di fatto sempre uguali se si crea un cartello di compagnie sulle tariffe, diminuendo sempre la concorrenza,
e che ...l'utente finale queste cose alla fine le sappia fare da sè, magari confrontando le proposte assicurative già via web, presso le società assicuratrici madri, per conto suo, e scegliendo autonomamente.

In attesa dei vari sviluppi, ci sono rimostranze anche dalle associazioni consumatori.

Nel frattempo, Unipol ulteriormente ampliata cambia ancora l'immagine territoriale bolognese. Se questa è la sede centrale, più nota, in zona Fiera:


lì vicino s'è aggiunto l'ampliamento in Via STALINgrado, con la Balena, con "Porta Europa",
con palazzi e palazzi di uffici:





che a loro volta si uniscono ai palazzi in serie delle Coop di Via della Repubblica, vicina al Polo Fieristico, e al gran muraglione di mattoni rigorosamente rossi, e al quartiere iniziato dalla Torre di Portoghesi.


Ora Unipol ha a Bologna anche la nuova torre/grattacielo, in zona Via Emilia-Massarenti,
di recente portata quasi a termine, e nuovi palazzi-uffici:

Il grattacielo Unipol, pur in periferia, e stavolta vicino a una zona in parte industriale, in parte ancora fittamente abitata,
ha ben 33 piani, per un costo di 65 milioni di euro, e come le altre voluminosissime strutture,
ha comunque un notevole impatto anche straniante su una città per la gran parte divisa tra aura medievale e al più ottocentesca, e per il resto fatta di case popolari, oltre che di periferie stile coop rossa-Soviet.



Nell'opinione del Corriere, con Via Larga,
già funestata da numerosissime rotonde, svincoli tangenziale plurimi, altro grattacielo anni '60 in vicinanze, ancora rotonde, e rotonde, e rotonde, ponte tangenziale multicorsia semicoperto di plasticone bluette, altro palazzume, Boscolo Hotels, ipermercato, fabbriche, di cui alcune chiuse, il tutto in un brevissimo volger di passi,
a Bologna ci si avvia così ad un'urbanistica stile Potsdamer Platz.
Se va bene, aggiungo io....
Perchè c'è molto altro in cantiere: altre rotonde, poi la "Piazza del Futuro", negozi, posti auto, un altro hotel da 10.000 mq, per un'area di oltre 30.000 mq.
Ancora altro sul progetto si può leggere qui.

Josh





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mercoledì, marzo 21, 2012

Comune Bologna in probabile default, e montagne che crollano

_CIVIS:
E' di queste ore la notizia che, visto il fallimento del costosissimo progetto Civis,

se si determinasse l'impossibilità finale di utilizzare il sistema a guida ottica, a seconda della decisione di Atc e Comune di Bologna - utilizzo del Civis solo come filobus o risoluzione contrattuale -
il Ministero, con Passera, "valuterà un eventuale deprezzamento del sistema, o la revoca del finanziamento"


La revoca del finanziamento, oltre all'enorme spesa per le nevicate e altri sprechi a Bologna, porterebbe al probabile default del Comune di Bologna, già in disavanzo. Se ne parla in dettaglio QUI

Ora, per quanto io stesso non gioisca affatto per l'attuale governo "italiano" di non-eletti, al loro posto in questo caso farei uguale.
Perchè dopo l'enorme sperpero (si parla di 160 milioni di euro, altre note al link) per (non realizzare) il (progetto fallito e già vecchio prima del suo inizio) Civis, lo Stato dovrebbe anche dare altri aiuti visto che il Civis non si farà, non sarà operativo, è progetto abortito, e se proprio proprio ...si trasformeranno in pullmann qualunque, e dovrebbe dare altro denaro agli sperperatori?
Più saggio invece far rimpinguare le casse del Comune direttamente da chi ha causato gli scempi, ovvero tutti i sindaci e l'amministrazione coinvolta dell'ultimo decennio e passa.

Comunque nel 2001, il ministero assegnò al Comune di Bologna oltre 222 miliardi di lire per il progetto Civis, ovvero quasi 115 milioni di euro.

Sempre dall'art. :

(...) "Passera ricorda poi che “il Civis, inteso come veicolo filoviario senza l’installazione dei dispositivi di guida ottica, è stato oggetto di omologazione da parte del ministero” già in passato. Il ministro precisa anche che “le perplessità sull’uso della guida ottica erano già state esposta da questa amministrazione in sede di istruttoria premilinare”. Ad ogni buon conto, ricorda Passera, “l’1 giugno 2011 la commissione di sicurezza ha redatto una propria relazione istruttoria sui lavori svolti, evidenziando che il sistema funzionante con guida ottica non presenta le necessarie condizioni di sicurezza, in quanto il tracciato a Bologna si sviluppa prevalentemente su sede promiscua con altro traffico veicolare e pedonale. Pertanto il veicolo non potrà utilizzare la guida ottica e dovrà essere condotto con guida manuale”.

Insomma tutt'al più sarà un filobus qualunque, ma dal costo stratosferico, e dagli inusitati scempi per le vie della città. Per cui lo Stato non darà altro denaro, oserei dire, in questo caso, ovviamente.

Servirebbe ora una cacciata definitiva di certi figuri locali, che sappiamo non avverrà mai.

Quindi allo stato attuale la cattiva realizzazione, il non tener conto di tutte le condizioni, il fallimento del progetto è già segnato, con tutte le conseguenze del caso, come il non finanziamento. Per l'occasione bloccherei d'imperio anche Christalis e People Mover e ogni progetto simile, assolutamente inutile per Bologna e per la viabilità.

_SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO, VARIANTE DI VALICO, AUTOSTRADA DEL SOLE E FRANA:

Non sta andando, per nulla, meglio l'impresa per la costruzione della Variante di Valico. Dopo aver proceduto a forza, DENTRO LA FRANA, fatto che ha riattivato le frane adiacenti, e ha fatto "scendere a valle" un'intero paese (Ripoli), il rischio è che la frana faccia spostare anche i piloni dell'Autostrada del Sole.

"Un movimento del terreno che, spiegano i geologi della Regione nel rapporto stilato lo scorso 12 marzo, ha accelerato negli ultimi mesi a causa dei lavori per la realizzazione della galleria Sparvo e ora arriva a interessare uno dei piloni dell’attuale A1 "

Certo che m'incuriosisce chi ancora andrà blaterando che Bologna e l'Emilia Romagna sarebbero all'avanguardia per chissà che, con queste premesse. O più che di premesse, sarebbe il caso di parlare di postfazioni, nel senso proprio dell'arrivare dopo i disastri, sulla pelle degli altri, pagati con i soldi delle ipertasse di tutti.

Se ne parla QUI , da tempo anche qui ,

ma la situazione ogni giorno ha aggiornamenti : molte persone comunque sono già state sloggiate dalle loro abitazioni, ora pericolanti, e il danno al patrimonio immobiliare personale è notevole. C'è un intero paese che frana, strade e autostrade, e la Procura indaga per disastro colposo.


Josh


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