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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, giugno 28, 2013

C'è Crisi a Bologna!

E' giunto il momento di un altro breve consuntivo sulle aziende cittadine, e le sorti dei loro lavoratori.

Nel 2012, in questo post "Bologna che scompare" avevamo dato le tristi notizie capitate alle importanti aziende: Bruno Magli in pratica cancellata dalla città dopo una presenza storica locale, dalle scarpe su misura per i regnanti d'Europa al (quasi) nulla, poi rilevato il marchio altrove e dislocata;
la Ducati rilevata da Audi che aveva già rilevato Lamborghini, e di recente la questione La Perla, pareva salvata in extremis da Calzedonia, poi le cose sono andate così.



Oggi in città e dintorni le cose continuano a peggiorare sensibilmente. 



La mobilità ha mandato a casa 54 lavoratori su un totale di 63 all’Itc srl, il braccio bolognese del marchio Gianfranco Ferré con sede in via Stendhal....«Ci dividiamo le mansioni da soli», dicono alcuni dei pochi dipendenti rimasti a dirigere la logistica.  

La produzione, quella della prima linea del colosso d’abbigliamento milanese, fiore all’occhiello dello stabilimento bolognese, era già stata smantellata un anno fa, quando si cominciarono a chiudere i reparti, appaltando le attività di sartoria e di modelleria a service esterni. Un tempo, sotto le Due Torri, si confezionavano direttamente i capi di sfilata. Ora non restano che uffici.



Altro caso: Profumerie Limoni. Se dall'inizio anno si era proceduto a tagli in giro per l'Italia, ora ad essere minacciato è tutto il polo bolognese sito a Bentivoglio, a rischio chiusura.
Al centro direzionale Limoni a Bentivoglio sono annunciati 90 esuberi e 40 trasferimenti (per chi può) a Milano.

Riporta l'articolo: "Nel reparto acquisti per esempio gli esuberi sarebbero 15 su 22 dipendenti che vi lavorano, nel reparto marketing 10 su 16 totali. Inoltre in altri reparti, come quello dei servizi di amministrazione, gli esuberi coinvolgerebbero la totalità di chi ci lavora (15 su 15 in quello dell’Ict) o si parlerebbe per alcuni addirittura di ricollocamento attraverso esternalizzazione. Per cui sarebbero 34 i lavoratori che «si salverebbero», ma con il trasferimento a Milano «e le modalità con cui questa scelta è stata fatta tra chi lavora a Bentivoglio non ben chiara». 

Se la vicenda Limoni presenta problemi che vengono da lontano,
la scomparsa totale del polo bolognese aggiungerebbe guai ad altri guai per molte persone.



Non è finita.
Yamaha, proprietaria del marchio locale Motori Minarelli, annuncia a sua volta almeno 60 esuberi alla sede di Calderara di Reno.



La Guess (abbigliamento jeans e casual, marchio americano, ma con parecchia manifattura locale) annuncia di lasciare Bologna (Crevalcore, la Focus Europe) e di voler fabbricare i suoi capi in Svizzera. (Già Crevalcore aveva perso e straperso di tutto e di più dopo il terremoto dell'anno scorso)

un pensiero solidale a tutte le persone che perderanno il lavoro di punto in bianco, dopo aver fatto la fortuna se non la gloria di questi marchi, che hanno beneficiato per decenni del know how, di braccia e di cervelli bolognesi.

Non è divertente vedere il proprio luogo di nascita, come anche la propria patria, perdere pezzi giorno per giorno, esaurirsi, morire, in una lunga, lenta agonia. 

"E' il Mercato, Bellezza!" - sogghignano i liberisti e i monetaristi d'ogni risma, veri Scrooge d'oggi. Godono i globalisti, i mondialisti, gli "internazionalisti" che non desiderano certo produzioni "locali" in un mondo che deve forzatamente essere tutto uguale da un capo all'altro. 
Tripudiano i maniaci europeisti (QUI un riassunto del MES), eurocrati e tecnocrati,  non avendo ancora inteso la truffa dell'euro e dell'EurOOpa così costruita che pagheremo sempre e solo noi.

Nello scatafascio viene coinvolto tutto, 
realtà costruite nei decenni fin dal primo dopoguerra, a volte costruite nei secoli, con passione, 
e che non verranno mai più ricostituite: 
lasciano e lasceranno, al loro posto, il nulla aziendale e il nulla lavorativo, 
cioè il vuoto e la fame, depauperamento locale e nazionale.

C'è anche spazio per un sentito Fanculo ai responsabili di questo scempio.

Josh

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martedì, giugno 18, 2013

I Primati di Bologna: Terza per Criminalità



Che la criminalità sia in aumento e la questione sicurezza sia ormai pressochè ingovernabile nelle nostre città, non è solo sentire di molti cittadini (magari già aggrediti e scippati, o con la casa svuotata....talvolta è solo quando si tocca con mano che si capisce), ma è ormai anche il risultato di vari reportage recenti, a partire dal Sole 24 Ore ad altri quotidiani.
 

Bologna è la terza città in Italia per atti di criminalità. 
Ma la seconda per borseggi.

7180 reati registrati (ogni 100mila abitanti, quindi il dato va moltiplicato almeno per 3,5 dato il numero dei bolognesi, il che dà la ragguardevole somma di 25.130 reati totali in un anno) nel solo anno 2012
un trend preoccupante e in aumento. Sale del 2,64 % rispetto al 2011. 
Peggio di noi si sta solo a Milano e Rimini (d'estate).

Qui il poco lusinghiero prospetto.

Con esattezza riporta che a Bologna se si è avuto nel 2012 un -33% di omicidi volontari, 
si è avuto un + 7% nei furti, con un -7% per i furti d'auto 
ma esponenziali  + 27% per i furti in abitazione, 
e  +38% di furti con strappo/scippi, 
ancora un + 18% di furti con destrezza,  
un + 13% di rapine vere e proprie, 
un + 18% di estorsioni, 
un + 13% di frodi informatiche, da misurarsi sul già per nulla roseo panorama 2011. 

Più di cinque reati al minuto, 320 all'ora, quasi 7.700 al giorno: sono i dati allarmanti che restituiscono la fotografia di un'Italia insicura.

Bologna si trova tristemente in vetta alla classifica delle città più sotto pressione.
Per il capoluogo emiliano, dunque, un ben poco lusinghiero terzo posto, che si va ad aggiungere ad un altro risultato poco edificante, la città infatti  è risultata anche al quarto posto per furti e rapine tra le città metropolitane.  (come da indagine de L'Espresso)

Si sta peggio solo a Milano (8.400 reati ogni 100mila abitanti) e Rimini (penalizzata dal flusso estivo, che porta non solo turisti ma anche rischi al seguito).
Dietro la città felsinea si piazzano Torino, Roma, Genova e Firenze (sopra 6mila reati ogni 100mila abitanti). Ma mentre Milano e Genova registrano un blando miglioramento (rispettivamente del 2,3 e del 3,6%), negli altri capoluoghi l'allarme reati si è seriamente aggravato.

 Josh


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giovedì, giugno 13, 2013

Tares, una Banca spende meno di un Fruttivendolo




La Tares, la nuova tariffa per lo smaltimento dei rifiuti e per l’erogazione dei servizi ambientali a partire da fine 2013 sostituirà definitivamente la vecchia Tarsu. Con diversi rimpianti, soprattutto per il portafoglio.
Osteggiata fin dalla sua prima comparsa perché troppo esosa, la Tares è stata congelata dal governo, ma la sua stangata resta comunque dietro l’angolo. Tanto che di recente la giunta comunale ha approvato con una delibera le tariffe per il 2013.



Le tariffe, valide per utenze domestiche e non domestiche, potranno eventualmente essere modificate, visto che il testo deve comunque ancora ricevere l’ok definitivo del Consiglio comunale. La riscossione della tassa è però dietro l’angolo: il pagamento della prima rata dovrà infatti avvenire entro 15 luglio.

Chi è terrorizzato dall’ondata di rincari che porterà la Tares può per ora stare tranquillo: il primo versamento, infatti, è stato calcolato dal Comune prendendo a riferimento i vecchi parametri della Tarsu, e dunque sarà in media più leggero. I veri dolori per il portafoglio arriveranno tra sei mesi, quando, entro il 15 dicembre, bisognerà saldare tutto: in quel caso si calcolerà il dovuto tenendo conto delle nuove tariffe della Tares e, dal totale, sarà sottratto quanto già versato con la prima rata.


LE FAMIGLIE. Cosa cambia per le tasche dei cittadini? Come si può vedere nella tabella (clicca e guarda la tabella), gli aumenti colpiranno soprattutto chi ha appartamenti di ampia metratura e con molte persone: in base alle tariffe approvate dalla giunta si va da un aumento di 40 euro per un’abitazione da 56 metri quadrati dove vivono due persone ai 106 in più che dovrà pagare una famiglia composta da quattro persone che abita in un appartamento da 100 metri quadrati. Variabili decisive sono dunque la grandezza della casa e il numero di persone che ci vivono: più aumentano questi due parametri, più cresce la Tares. «Non solo vengono penalizzati i possessori di appartamenti spaziosi, ma soprattutto le famiglie numerose» sottolinea Alberto Zanni, presidente di Confabitare.

LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE. Non se la passano meglio i proprietari di negozi, ristoranti e attività professionali. L’ondata di aumenti colpirà anche loro, e, in alcuni casi, con forti aumenti rispetto al saldo della vecchia Tarsu. Tra i più colpiti ci sono ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub: per un locale di 100 metri quadrati il conto della Tares sarà di 2.625 euro, con un aumento di più di mille euro rispetto al saldo della Tarsu del 2012. Cattive notizie, poi, anche per i negozi di ortofrutta, pescherie e fiorai, che dovranno sborsare, per un negozio di 20 metri quadrati, 343 euro in più, mentre mense, birrerie e paninerie arrivano a +396.

CHI SI SALVA. Eppure c’è anche chi dall’arrivo della Tares avrà solo di che guadagnarci. Le banche, per esempio, vedranno calare mediamente della metà il saldo dovuto al Comune: la sede di un istituto di credito di 150 metri quadrati verserà infatti di Tares 472 euro, 413 in meno rispetto a quanto avrebbe dovuto sborsare con la Tarsu (885 euro). (Questa e' EUROPA!) 
Piccoli risparmi, poi, dovrebbero esserci anche per uffici, agenzie, studi professionali, negozi di abbigliamento e calzature, cartolerie, sebbene nell’ordine di poche decine di euro.
Infine, i paradossi: con la Tares un fruttivendolo o un fioraio che lavora in un negozio di 20 metri quadrati deve dare al Comune 673 euro. 

Una banca di grandi dimensioni, invece, 472 euro, mentre un negozio di abbigliamento 549. L’unica speranza per evitare la stangata? Il provvedimento del governo che, nella riforma della tassazione della casa, comprenda anche la tariffa sui rifiuti, evitando così l’arrivo della Tares.

Rimando all'art. qui, 
mentre i cittadini forse hanno risolto tutti i filosofici "perchè", che hanno attanagliato secoli di filosofia, e l'umanità in genere: 
"Why was I born?" scriveva Jerome Kern (proprio nel 1929, che parallelismo!) 
e cantavano Billie Holiday ed Ella Fitzgerald ...(in bolognese sarebbe più o meno: "Mo' perchè 'a sàn' neda?", se intonato da una cantante di jazz-blues della bassa)

beh abbiamo trovato, lampante, la risposta:
(We are) BORN TO PAY!

Josh


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domenica, giugno 09, 2013

Ossessione ius soli: Prodi e Kyenge a Bologna

Ed ecco di nuovo Prodi in tour (aveva invece minacciato di stracciare la tessera PD dopo la Presidenza trombata dai suoi stessi compagni di partito che l'avevano proposto) con il min. Kyenge, anche alla Festa MultiEtnica della Cirenaica a Bologna a perorare porta a porta, cervello per cervello ancora la causa dello ius soli s-dato via.
Continua il bersagliamento mentale quotidiano sul tema, e l'ossessione dei mondialisti. 


Non si vuole capire che non sta da nessuna parte che gli italiani abbiano "bisogno" di nuovi stranieri in Italia, con molta della popolazione italiana che si dà fuoco, s'impicca, o razzola nei bidoni della spazzatura per debiti o insolvenze varie, assenza di lavoro per aziende chiuse, e rapine fiscali
la cittadinanza va bene anche così,
ma prima di tutto  gli italiani hanno bisogno di lavoro, casa, pensione stabili.
E adottare politiche che non facciano chiudere migliaia e migliaia di aziende, come finora.

Addirittura si fa propaganda a martello, riporta infatti il Resto del Carlino linkato sopra che si è sostenuto che: “Lo ius soli lo adottano in tutto il mondo," cosa nient'affatto vera. 
In Europa a malapena Francia e Uk e con molti condizionamenti e paletti l'adottano in parte, eredità del passato, solo per via dell'interscambio naturale con i loro ex-imperi coloniali. 
Negli altri luoghi vige lo ius sanguinis e molti controlli, 
non l'abdicazione ai propri confini e alla propria sovranità.

Anzi, lo stesso Congo è contrario allo ius soli, lo dice lo stesso Ministro per l'Economia e il Commercio del Congo, Jean Paul Nemoyato  che in questo recente articolo/intervista afferma che:
in Congo "Prioritari sono i diritti e gli interessi dei congolesi e non quelli degli stranieri."  
E aggiunge:
«...A partir du moment où la nomenclature est publiée, si je trouve un étranger en flagrant délit, il sera expulsé»!
Prendiamo esempio da questo saggio e buon ministro. 

Josh

aggiornamento:

 Chi, straniero, si reca Congo per lavoro, per ottenere il visto deve avere un “atto di chiamata” diretta e presentare:

– Passaporto valido
– 24 fotessere
– Certificato penale pulito
– carichi pendenti in ordine
– Certificato di studio o specializzazione
– curriculum Vitae tradotto almeno in inglese
– Patente guida internazionale (se doveste guidare mezzi o vi capitasse di farlo)
– Certificato medico di buona salute
– Analisi sangue attestanti assenza HIV e malattie veneree
– Vaccinazione anticolera ed antitifo
– Vaccinazione febbre gialla
– Biglietto valido di andata e ritorno, open
– Denuncia dei contanti che si hanno e divise rispettive
– infine, a carico di chi vi ha chiamato a lavorare, c’è l’obbligo di garantire il vitto e l’alloggio ed il pagamento delle tasse d’ingresso e residenza temporanea per il periodo richiesto, che può essere trimestrale, semestrale od annuale; al termine del permesso di soggiorno, l’uscita dal Paese E’ OBBLIGATORIA."

un'altra testimonianza QUI.


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lunedì, giugno 03, 2013

A San Lazzaro, il 2 Giugno ha un'altra valenza

Eh sì, il 2 Giugno a San Lazzaro di Savena, Comune alle porte di Bologna, più che Festa della Repubblica, si è trasformato in un evento politico con un'interpretazione soggettiva e ossimorica della Legge.


Ieri infatti si è svolta un'iniziativa curiosa. Nonostante la nostra Costituzione al momento sia legata ancora allo ius sanguinis, il Comune ha celebrato il 
Conferimento della Cittadinanza Onoraria alle ragazze e ai ragazzi minorenni nati in Italia da genitori di origine straniera.

Per legge, finora, i figli minorenni di stranieri sarebbero potuti diventare cittadini italiani a 18 anni, ma il Comune, ed entusiasta il Sindaco Macciantelli (PD), hanno preferito velocizzare le tappe del dono della cittadinanza ai figli minorenni di stranieri, tramite la Cittadinanza Onoraria.
La questione va inquadrata nelle dinamiche ideologiche mondialiste di cui sono caldeggiatrici anche Kyenge-Boldrini. 

Ovviamente il tutto è avvenuto magnificando la Costituzione, che però NON prevede la cittadinanza ai figli di stranieri prima dei 18 anni,
e così l'atto si è trasformato in "Cittadinanza Onoraria", ricevuta solo per il fatto di essere di origine straniera. 

Solitamente la Cittadinanza Onoraria si concede a figure pubbliche (anche no), ma che comunque si siano segnalate per grandi gesti per la comunità, per eroismo e virtù personali.
In questo caso, l'importante carica onorifica è stata donata come riconoscimento valoriale solo per via d'esser figli minorenni di cittadini di origine straniera.
Omaggio o Prevaricazione?

La domanda è del tutto lecita: per noi italiani,  se vogliamo ottenere l'onorificenza della Cittadinanza Onoraria, dobbiamo spenderci tutta la vita per una causa senza risparmiarci, acquisire meriti sul lavoro e nel servizio agli altri, ed esserne ritenuti degni al di là di ogni dubbio, è richiesta cioè una sorta di santità civile assoluta (e, lo stesso, potremmo non ricevere affatto l'onorificenza, come di norma accade); 
in questo caso, invece, per ottenere la benemerenza della Cittadinanza Onoraria, è sufficiente essere figli di minor età di persone straniere. 

Il PD, si sa, è esperto in Inversioni logiche e semantiche, in ogni campo.

 Josh


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2 Giugno e dintorni a Bologna

Mentre ieri, 2 Giugno, a Bologna si teneva la festa della Repubblica, con la deposizione di corone di fiori al Sacrario dei Caduti, con le autorità e Martina Giangrande, figlia del povero brigadiere ferito a Roma davanti a Palazzo Chigi,
in Piazza Santo Stefano andava in onda un altro film:

la manifestazione (della serie: come appropriarsi di una giornata, ad opera di una parte sola, la solita) 
"Non è cosa vostra" con nientepopodimeno che i divi Rodotà e Saviano a fare i paladini unici della Costituzione (la già definita da Benigni e Napolitano "la più bella del mondo"...che è un eufemismo per dire "la più violata del mondo") ...ma non solo. 
Ovviamente Saviano ha riparlato di mafia. 
E ovviamente si parla sempre e solo di mafia italiana, mai delle mafie bancarie internazionali e mai della mafia della cieca burocrazia europeista.

Erano presenti anche
Rosy Bindi, Nichi Vendola, Maurizio Landini, Antonio Ingroia e Susanna Camusso.

La manifestazione era organizzata dall’associazione Libertà e Giustizia guidata dall’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky.


Dice..."Non è Cosa Vostra"...ah ma la Costituzione non è nemmeno tutta vostra, da farne tutto ciò che vi pare!

Tra gli intervenuti ancora una volta scorgiamo alcuni tra quelli che adorano, lodano la Costituzione, si prostrano ogni ora ad essa in pubblico, 
eppure meditano di cambiarla (ma allora a che pro avere sempre in bocca paroloni sulla Costituzione se la si vuole cambiare di continuo e rifarla tutta daccapo?)
abolendo il reato di clandestinità, 
o meditano di cambiarla abolendo lo ius sanguinis e introducendo arbitrariamente lo ius soli, 
o adorano la Costituzione ma sono anche felici che i Trattati sottoscritti con l'Ue (a popolazione ignara) abbiano soppiantato proprio la tanto decantata Costituzione, a partire dalla libertà di decidere da noi il bilancio e la sovranità monetaria nazionale.
Meditano ancora di cambiare la Costituzione abolendo l'art. 29 sulla natura di "famiglia" avendo in mente altro tipo di matrimoni. Ma nel frattempo, certo, adorano la Costituzione.

Basta ipocrisia!

Per quanto il PD sia condannabile in toto e senza appello, l'agglomerato rosso della "nuova" sinistra costituita da Grillini, Sindacati, Ingroia & rivoluzionati civili, con l'obbrobrio di SEL, è ancora più inquietante e distorto.


Josh


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