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penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, novembre 08, 2014

A Bologna i bravi ragazzi dei Centri Asociali aggrediscono Salvini. Ditelo, a Bergoglio.


Giunge notizia che a Bologna le solite zecche infami dei Centri Asociali, protettori degli zingari, non solo hanno impedito a Matteo Salvini, Parlamentare Europeo, di recarsi a vedere le condizioni del locale Campo Rrom, ma gli hanno teso un vero agguato, sfasciandogli la macchina. Colpendola con calci, pugni e sputi. Questo dopo che già la Consigliera Leghista Borgonzoni era stata presa a sberle al campo da gruppi di zingari. Gesto che ha avuto la giustificazione di Amelia Frascaroli, nella giunta di Merola in quota SEL: "Posso capire gli schiaffi..."

Chi è quello che recentemente, nel ricevere il Leoncavalloin Vaticano, ha detto loro: "Continuate la lotta ???????? 







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sabato, ottobre 18, 2014

Il pasticcio politico emilianbolognese

Mentre il Bologna calcio, dimostrando con ciò la superiorità del privato sul pubblico, è avviato ad un profondo e positivo rinnovamento grazie all'acquisizione da parte degli Americo-Canadesi che hanno il loro uomo immagine in Joe Tacopina (e sarebbe stato comunque un rinnovamento anche con la via certa del "nostro" Massimo Zanetti che personalmente avrei preferito) la politica emiliana e bolognese si avvita su candidature e alchimie degne del peggior bizantinismo moroteo (quello delle "convergenze parallele" che fanno coppia indegna con il "compromesso storico" degli anni settanta, anche quello architettato da Moro e Berlinguer).
Se nell'immediato abbiamo una elezione regionale anticipata con il Centro Destra che ha trovato una buona squadra con il sindaco leghista di Bondeno come candidato presidente (unico appunto: tagliarsi i capelli e andare da un buon sarto, lo stesso invito che continuo a rivolgere al suo segretario nazionale Salvini che pure un po' è riuscito a migliorarsi ... ) in prospettiva (2016) ci sarà l'elezione del sindaco di Bologna.
Il voto del prossimo 23 novembre non sembra oggetto di particolare tensione, anche perchè mancando il ballottaggio ci vorrebbe proprio un intervento dello spirito santo (che ultimamente appare molto distratto ...) per illuminare gli elettori e farli scegliere bene.
E' importante però che anche Forza Italia abbia dato il benservito agli alfaniani e abbia preferito l'alleanza con Lega e Fratelli d'Italia, segno che, almeno in Emilia, non ha ancora preso il virus della signorina Pascale.
L'alleanza a tre fa ben sperare per il futuro e per le prossime scadenze, nel frattempo a noi elettori spetta la scelta per dare sempre più forza a quanti, coerentemente, sostengono i Valori di Destra anche dopo il momento elettorale.
Vale la persona (e in Forza Italia ce ne sono di validissime come il consigliere uscente Bignami) ma vale anche la linea che il partito nel quale le persone si candidano assume sui temi generali e in questo Forza Italia, anche se in Emilia sembra immune da derive, non fornisce garanzie.
E se, come ho già scritto, il sentimento mi indurrebbe a votare Forza Nuova, sapendo benissimo che la politica è l'arte del possibile, voterò Lega o Fratelli d'Italia.
Pur mancando quasi due anni al voto per il sindaco del capoluogo, nel quotidiano di Bologna si stanno leggendo articoli che indicherebbero in Gianluca Galletti, fedelissimo di Casini, democristiano, ora udc e ministro per l'ambiente nonchè ex assessore al bilancio di Guazzaloca, un candidato.
Ma, attenzione, non candidato per il Centro Destra, bensì candidato per le primarie comuniste al fine di contendere la candidatura a Merola, il campano sindaco uscente, a capo di una alleanza cattocomunista.
Sembra che i "renziani" siano interessati e certamente lo è Casini che, da solo, forse neppure entrerebbe in consiglio comunale.
Poichè ho conosciuto Galletti e, come spesso accade, la conoscenza personale influenza al di là dei reali meriti o demeriti del soggetto, mi limiterò a svolgere considerazioni strettamente politiche.
Intanto mi stupisce che Galletti, con un passato da "destra" democristiana, non respinga al mittente anche solo l'ipotesi di candidarsi per una alleanza con i comunisti (che poi rappresenterebbero il nucleo portante del suo eventuale elettorato).
Poi è bene essere chiari.
La posizione del pci/pds/ds/pd è incompatibile con qualsiasi politica di rinnovamento e anche Galletti sarebbe prigioniero di un sistema che è fondato sul partito (comunista) e sulle coop, quindi un sistema fortemente chiuso e illiberale.
Un sistema che consente al sindaco, il campano Merola, di dichiarare che non ci sarebbe diritto di cittadinanza per Forza Nuova, mostrando così il suo dna intollerante e contrario alla libertà di opinione (e bene fa Roberto Fiore a venire questo pomeriggio, alle 19 in Piazza San Domenico, per ribadire il diritto a parlare e la volontà di esserci comunque, anche a dispetto dei "santi").
Galletti candidato del Centro Destra potrebbe avere un senso.
Galletti candidato della sinistra, no, sarebbe solo una foglia di fico come lo fu Prodi.
I bolognesi meritano di essere liberati dal giogo comunista, non di vederselo perpetuare utilizzando figurine con una storia più presentabile.
Mi auguro che, dopo l'esperienza delle regionali, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia (e perchè no Forza Nuova) possano trovare un accordo per un candidato sindaco che rappresenti realmente una alternativa e che possa proporsi per spazzare via le incrostazioni decennali della vita economica, sociale e politica di questa città.

P.S.: Ovviamente, tra tutte le immagini possibili, preferisco quella del neo presidente del Bologna calcio, Joe Tacopina, come atto di speranza anche per il vero rinnovamento di tutta la mia città.


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lunedì, ottobre 06, 2014

Zecche e pederasti aggrediscono i Cattolici a Bologna.

Il Movimento "Sentinelle in Piedi" è un organizzazione spontanea, diffusa in tutta Italia, aconfessionale ma con molti Cattolici, che organizza delle Veglie in tutte le piazze, legalmente autorizzate, dove i partecipanti restano in piedi, con in mano un libro, alcuni con la Bibbia o il Vangelo, e passano il tempo stabilito leggendo. Testimoniando così la loro contrarietà ai matrimoni per omosessuali. Già in passato c'erano state contromanifestazioni violente, ma ieri a Bologna si è passato il segno. Numerosissimi attivisti dei centri sociali, più qualche checca isterica associata a lesbiche inguardabili hanno aggredito, sotto lo sguardo impassibile delle Forze dell' Ordine, con sputi, calci e pugni i pacifici partecipanti, tra cui molte donne, impedendo a molti cittadini bolognesi di entrare nella piazza. 
Vi immaginate se fosse accaduto il contrario ? 







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lunedì, settembre 01, 2014

Il degrado di Bologna

Da alcuni giorni, attraversando Piazza Maggiore al mattino, vedo persone dormire sotto il voltone del Podestà e, in ultimo, persino in mezzo al crescentone della piazza.
Ho recentemente cambiato itinerario perchè rischiavo di calpestare chi dormiva al riparo della galleria di Corte de' Galluzzi, riparati appena svoltato l'angolo che immette in via d'Azeglio.
Lunedì scorso, sempre di prima mattina, avvicinandomi a Piazza del Nettuno ho visto due autobotti dei pompieri e una automobile della Polizia ferme, con pompieri e poliziotti che guardavano un tizio seduto "in braccio" al Nettuno, dove pare abbia dormito tutta la notte.
Non si può circolare per il centro senza essere avvicinati da negri o zingare che, insistentemente, chiedono l'elemosina.
A parte l'episodio del dormiente nel Nettuno (dove però ho visto la Polizia di Stato) , non vedo mai i poliziotti municipali intervenire.
Invece vedo che, con una severità degna di ben migliore causa, il comune e l'azienda trasporti impongono la timbratura continua sugli autobus.
Per combattere i "portoghesi", dicono, ma anche per vedere dove è possibile tagliare, così da ottenere il massimo costo, per il minimo servizio.
Stranieri senza alcun diritto occupano appartamenti lasciati vuoti per le vacanze o per un ricovero in ospedale.
Invece di agire, con estrema immediatezza e determinazione per stroncare un simile abuso, un assessore ipotizza l'occupazione degli appartamenti sfitti (ma comunque di proprietà di cittadini con pieno diritto a veder rispettata e tutelata la proprietà privata)per riempirli di immigrati.
Questa è Bologna.
Una città degradata, senza che chi la amministra, forse memore di quel che accade nella sua terra di origine, pensi di arginare la degenerazione dei costumi e la piccola criminalità, piccola sì, ma tanto fastidiosa per i cittadini.
Invece gli amministratori sono sempre pronti a fare la faccia feroce, invocando i più alti principi della costituzione nata dalla resistenza antifascista bla ... bla ... bla ..., contro i cittadini onesti, imponendo divieti, regolamenti, tasse, obblighi.
E vengono ripagati dal loro governo amico del putto fiorentino con l'accantonamento del passante Nord, già programmato e finanziato.
A novembre voteremo non per il sindaco ma per la regione (dove si è dimesso Errani).
E' l'occasione giusta per dare una lezione a questi amministratori incapaci e che non fanno gli interessi dei bolognesi.




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lunedì, agosto 11, 2014

Dopo la vacanza trova l’appartamento occupato

E’ arrivata anche a Bologna la “moda” di occupare appartamenti di affittuari del comune, assenti per le ferie.
Un uomo di settantatre anni, locatario di un appartamento Acer comunale sin dal 1951 (locazione prima a nome dei genitori poi, alla loro morte, prosecuzione a suo nome) dopo un’assenza di due settimana non ha più potuto aprire la porta di casa, essendo stata cambiata la serratura.
Dentro si era installata una donna africana con tre bambini.
Dalla denuncia riportata nelle pagine di cronaca del Carlino, pare che tutti i mobili, i quadri, gli oggetti personali, le fotografie, i documenti del legittimo affittuario siano stati buttati via.
Sessantatre anni di ricordi spazzati via da un’abusiva.
Uno pensa: pazienza per gli oggetti, ma poi sarà rientrato in possesso dell’appartamento.
Invece no.
Sabato, nella trasmissione radiofonica “Prima di tutto”, un legale ha parlato di sei mesi – un anno per avere una prima sentenza favorevole.
Ma come ?
E intanto il poveraccio dove dovrebbe vivere ?
Sotto i portici mentre la donna straniera occupa abusivamente casa sua ?
Sì, perché il comune dovrebbe pur avere l’elenco dei propri inquilini e, una volta accertato il legittimo diritto del settantatreenne bolognese a vivere in quell’appartamento, straniera o meno, bambini o meno, gli occupanti dovrebbero essere mandati via, con le buone o con le cattive.
E non credo che, nell’era dei computer, occorra più di un’ora per accertare la titolarità del legittimo affittuario.
Mentre l’operazione di sgombero degli abusivi dovrebbe essere compito dello stato o, almeno, della Polizia Municipale.
Un paio d’ore in tutto ?
Così imparo dalla citata trasmissione radiofonica che a Milano ci sono persone che non vanno in vacanza per paura di trovarsi con l’appartamento occupato da abusivi.
Ma è per questo che paghiamo le tasse ?
Io penso proprio di no e non credo che ci sarebbe alcunché da biasimare se chi si trovasse con il proprio appartamento abusivamente occupato, in assenza di azione da parte dello stato, agisse per conto proprio per ripristinare e far valere il proprio diritto
Senza poi trattare, in questa sede, la questione delle assegnazioni, che dovrebbero essere tali da privilegiare, sempre e comunque, gli Italiani e solo quando TUTTI gli Italiani sono sistemati, gli stranieri.
O le occupazioni anche di immobili non occupati da parte di immigrati, senza casa o centri sociali.
Uno stato che si rispetti, non lascerebbe passare un'ora prima di mandare la Polizia a liberare l'immobile occupato e rimetterlo nella disponibilità del legittimo proprietario che ha il diritto di farne ciò che vuole.
E se un comune vuole usare una proprietà privata, provveda ad espropriarla corrispondendo la giusta remunerazione.





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martedì, luglio 22, 2014

Basta piagnistei,occorre agire

Il Resto del Carlino, da alcuni giorni, tratta il problema della vivibilità di via Indipendenza, piena di questuanti.
I commercianti della zona si lamentano per il calo delle vendite causate dalla fretta con la quale i cittadini (bolognesi e turisti) passano per quella che dovrebbe essere una delle strade più nobili della città.
Il comune tace e si preoccupa di adattare l’ex CIE di via Mattei per accogliere altri clandestini, senza alcuna limitazione nella loro agibilità della città e con la prospettiva di restare a lungo anziché essere tempestivamente rimpatriati.
Ogni giorno io percorro via Indipendenza, in lungo e in largo, almeno quattro volte.
Il degrado lo vedo, come è acuto, soprattutto al mattino, il cattivo odore delle necessità fisiologiche espletate negli angoli.
Ma è necessario fare delle differenze.
Molti mendicanti sono bolognesi.
Sono persone che hanno perso il lavoro, sono divorziati e con la casa concessa alla ex moglie, sono disperati per i quali il comune dovrebbe trovare un alloggio, nella loro piena libertà di movimento, invece di preoccuparsi dei clandestini che nulla hanno dato (e nulla mai daranno) alla nostra città.
Queste persone, questi nostri concittadini sfortunati, sono discreti e mai insistenti, meritano ogni aiuto.
Ben diversa invece la figura di quegli immigrati (clandestini o meno) che importunano il passante : ehi, capo, compra fazzoletti !
Ancora peggiori le zingare che si attaccano letteralmente mentre si cammina o cercano di impedirti il passaggio per poter, con una insistenza che loro riescono benissimo a rendere ancor più intollerabile, chiedere denaro senza offrire nulla in cambio o, magari, individuare dove teniamo il portafogli.
E queste “signore e signorine” spesso si presentano mentre allattano un bambino, cosicché dobbiamo anche trattenerci dal dare loro uno spintone o uno schiaffo (meritatissimi !) perché in tal caso comincerebbero a strillare come se le avessimo torturate e ci denuncerebbero, trovando sicuramente qualche avvocato e magistrato compiacente che ci condannerebbe ad un risarcimento a loro favore: la vittima che deve pagare per aver reagito !
E non si vede mai un poliziotto, che sia municipale (quelli sono impegnati a darci le multe per divieto di sosta o per aver violato la zona vietata alle automobili !) o di stato.
Allora ci si domanda legittimamente cosa paghiamo a fare le tasse, se non veniamo tutelati e protetti e se la sicurezza è diventata un optional che l’attuale giunta non vuole garantire.
Sì, perché i commercianti hanno un bel da piagnucolare, ma chi ha votato per questo sindaco e per questa giunta ?
Chi ha votato per un assessore che ha esultato, come è scritto oggi sul Carlino, per l’aver trasformato il CIE di via Mattei in un accogliente ostello per i clandestini ?
Non io di sicuro.
Allora smettiamola con i piagnistei e cominciamo ad agire insieme, contro il degrado.
Benissimo le passeggiate di Bignami e Lisei con i militanti di Forza Italia.
Ma non basta, come non basta la voce solitaria e di buon seno della Lega e della consigliera Borgonzoni.
Le elezioni non sono lontane, Merola ha fallito e il salotto di Bologna è sporco e da restaurare, cosa che un sindaco non bolognese non potrà mai fare.
Soprattutto non lo potrà fare un sindaco ideologicamente portato a stare dalla parte di chi quel salotto infesta e non sono certamente i nuovi poveri bolognesi ai quali, anzi, dovrebbe essere destinato tutto quel che viene sperperato per i clandestini.
Se continueremo a sopportare senza reagire, i nostri spazi saranno sempre più ridotti e sempre più insicuri.
Agiamo, prima che sia troppo tardi perchè possa essere sufficiente una semplice azione politica.


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domenica, luglio 13, 2014

Emilia Romagna al voto

Con le dimissioni di Errani, anche l’Emilia Romagna andrà al voto anticipato, presumibilmente a novembre.
A parte la considerazione che l’interventismo della magistratura ci costa enormemente, ben più dei vantaggi che porta quando anche fosse tutto vero (e non ne ho alcuna fiducia) questo stillicidio di elezioni rende la vita politica italiana una continua campagna elettorale in cui lo spostamento anche di un miserabile zero virgola, crea turbative, con la consueta cascata di instabilità e incertezza.
La prima riforma dovrebbe essere quella che una legislatura deve essere portata a termine comunque, a prescindere dalla magistratura, eventualmente anche con una immunità di chi viene eletto per tutta la durata del mandato, perché sono gli elettori e solo gli elettori a scegliere da chi essere amministrati e governati, non un impiegato statale che ha solo superato il concorso da magistrato.
A parte ciò i comunisti sono già in moto, in una guerra tra bande, per individuare l’erede di Errani che possa perpetuare la cappa soffocante delle coop e del “partito” per loro con la "p" maiuscola, dominante dalle nostre parti.
Bene anche il movimento dei partiti di Centro Destra che cercano un coordinamento, una intesa, spinti da giovani valenti come Galeazzo Bignami, Gianluca Pini e Manes Bernardini.
Ma si fanno i conti senza considerare il secondo partito della regione: quello grillino.

Sarebbe così fuori dagli schemi pensare a far convergere i voti del Centro Destra sul candidato grillino nel tentativo di scardinare il sistema di potere regionale (e locale) che si fonda sul binomio coop-pci/pds/ds/pd ?


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sabato, giugno 21, 2014

Bologna, 23 giugno, Piazza Re Enzo.

Leggo l' ultimo post con cui Massimo, giustamente, si lamenta dell' amministrazione comunale del comunista Merola, che invece che esporre gonfaloni inneggianti ai Marò ingiustamente sequestrati dalllo stato canaglia del Kerala prima, e mai liberati dal governo federale indiano poi, grazie anche all' imbelle comportamento dei governi comunisti o paracomunisti post-Berlusconi, ecco che a Bologna si offre una opportunità: Lunedì in Piazza Re Enzo, tra le 19,30 e le 20,30 si svolgerà una tappa della versione italiana de "La Manif Pour Tous", contro l'omosessualismo dilagante (che vuole famiglie strane), con civilissimi cittadini che, armati di un semplice libro a scelta, manifesteranno in silenzio il proprio dissenso. Nel sollecitare i Bolognesi a partecipare compatti, ricordo che recentemente queste manifestazioni sono state vittime di violenti attacchi da parte di attivisti e sodali omosessuali. 





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Lo squallido esibizionismo dell'amministrazione comunale di Bologna

Ogni giorno passo in Piazza Maggiore e ogni giorno posso ammirare quanto siano belli i palazzi di Bologna tanto che la mia città, anno dopo anno, vede un numero sempre maggiore di comitive di turisti stranieri che fotografano persino l'interno delle "botteghe" dove si vendono salumi e pasta e formaggi (e credo di essere rimasto immortalato anche io più volte, visto che fotografano incuranti dei clienti indigeni che comprano i prodotti).
Mi disturba quindi in linea generale quando le facciate vengono deturpate da stendardi, manifesti e fotografie.
Negli ultimi tempi è invalsa la moda, per le amministrazioni comunali, di esibire le fotografie di persone che, in qualche modo, vivono una avventura disagiata.
Sì, è un eufemismo per dire che sono sequestrati o imprigionati.
L'elenco è lungo e non sempre condivisibile la scelta di proporre quelle fotografie e manifestare quella solidarietà.
Ma questa è la moda della visibilità, per cui non ci si cura dell'oltraggio alla bellezza monumentale di una città o di un palazzo, e si sbatte una gigantografia in faccia ai passanti.
A Bologna questo giochino viene fatto nella facciata di Palazzo d'Accursio, il palazzo del sindaco, che si affaccia su Piazza Maggiore.
Da quasi due anni, l'Italia ha visto sequestrati due propri Militari, confinati nella nostra ambasciata in India e in attesa di subire un ingiusto processo dagli indiani, colpevoli di aver svolto il compito loro affidato dalla Nazione, dal Governo Italiano e dalla comunità internazionale.
Ci si aspetterebbe quindi che l'amministrazione comunale di Bologna, volendo esporre una fotografia di solidarietà, esponesse quella dei nostri Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Invece no.
Dei due Marò non c'è ombra, mentre spiccano, come dimostra la fotografia che ho scattato venerdì (e chiedo scusa per la qualità, ma è la prima con il cellulare) due soggetti che nulla hanno a che vedere con l'Italia e con i Marò.
L'amministrazione comunale preferisce i bambini in guerra e una donna condannata a morte nel suo paese per aver abiurato alla fede musulmana (temi comunque sensibili, ma che ci toccano sicuramente di meno), al sostegno ai nostri Marò.
L'esibizionismo di Merola e compagni dimostra, per l'ennesima volta, come i comunisti cambino il nome, ma non perdano il vizio di essere internazionalisti e antitaliani.



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sabato, giugno 07, 2014

Io c'era

Magari non ero a Roma e, infatti, ero a Bologna, però "io c'era" quel 7 giugno del 1964, sdraiato nel prato antistante casa e che era adibito a campo di calcio, assieme ai miei amici di infanzia, tutti attorno ad una radiolina con il volume al massimo ma che, a mala pena, ci consentiva di ascoltare.
I "grandi" (cioè i ragazzi di tre o quattro anni più anziani di noi che avevamo dai sei agli otto anni ed eravamo nel gergo del quartiere i "piccoli") erano poco distanti con un'altra radiolina.
Il goal di Fogli (per alcuni autogoal di Facchetti) e poi quello di Nielsen ci donarono la gioia sportiva più grande che si possa immaginare, tanto maggiore in quanto nei successivi cinquanta anni il Bologna non vinse più ed oggi ha subito la quarta (meritata) retrocessione in serie B.
Lo scudetto dopo lo spareggio (e il complotto del doping) è un ricordo indelebile della mia infanzia e sarò eternamente grato a quegli undici ragazzi capitanati da Mirko Pavinato, diretti da Fulvio Bernardini e messi assieme dal Presidentissimo Renato Dall'Ara cui dedico questo ricordo, per avermi fatto vivere quei momenti che hanno caratterizzato l'infanzia di una intera generazione di bolognesi.
La fine della partita fu accolta da un carosello di ... biciclette e festeggiata con una partita che, come tante altre giocate in quegli anni, vedeva squadre miste di "grandi" e "piccoli", sempre onestamente equilibrate.
Chi tifa Juventus, Inter, Milan, non può capire, tanto è abituato a vincere scudetti che ogni generazione se ne può appuntare una manciata sul petto.
Noi no.
Il ricordo dello scudetto del Bologna, ormai, rimane vivo in chi adesso ha ben superato i cinquanta anni e i giovani tifosi, al massimo, possono ricordare .. una promozione in serie A.
Ed anche se, oggi, ho contatti con pochi dei miei amici di infanzia, quel 7 giugno 1964 ci unisce ancora, come allora, indipendentemente da quanto poco esaltante sia il Bologna di oggi.

Ricordo la formazione del Bologna del 7 giugno 1964:
NEGRI, FURLANIS, PAVINATO, TUMBURUS JANICH, FOGLI, PERANI, BULGARELLI, NIELSEN, HALLER, CAPRA.
Capra (inizialmente terzino titolare poi sostituito da Furlanis) fu schierato a sorpresa da Bernardini in sostituzione dell'infortunato EZIO PASCUTTI , grande bomber e ala sinistra, artefice dello scudetto al pari degli altri che giocarono a Roma lo spareggio, perchè senza i goal di Pascutti a quello spareggio non ci saremmo arrivati.
Capra a sorpresa, dunque, perchè il sostituto naturale di Pascutti all'ala era RENNA, ma evidentemente nel "bestiario" di Bernardini, era meglio Capra.
Ed ebbe ragione.
Ricordo anche alcune "riserve" oltre a Renna: RADO; CIMPIEL, LORENZINI, FRANZINI, CORRADI.


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domenica, aprile 27, 2014

La miglior difesa è l'attacco

Da tre giorni il quotidiano della città, Il Resto del Carlino, nel suo fascicolo dedicato a Bologna ci informa circa i ripetuti, costanti furti nelle abitazioni, particolarmente nella zona Colli.
Pare che a nulla servano porte blindate e allarmi.
I rapinatori sarebbero professionisti delle scalate e riuscirebbero ad insinuarsi in casa senza difficoltà, ripulendola in un paio di ore.
Il fine settimana, quando spesso i proprietari sono via, è il periodo a più alto rischio.
Nonostante le ripetute denunce sembra che le Forze dell'Ordine non svolgano (presumibilmente non hanno disposizioni in proposito) un efficiente servizio di prevenzione.
Oggi un rappresentante di sicurezza privata ha esposto la sua idea circa un servizio dedicato al pattugliamento in zona ed il cui costo sia ripartito tra tutti gli abitanti.
Potrebbe essere una buona soluzione anche se, considerate le tasse che paghiamo, dovremmo poter detrarre le spese per la sicurezza (che lo stato non garantisce) dalle imposte.
Ma potrebbe anche essere una buona idea autorizzare i cittadini a portare armi per legittima difesa di se stessi e delle proprietà private.
In uno dei servizi dei giorni scorsi, un cittadino ha descritto come lui avesse visto scalare fino al secondo piano due criminali ed entrare in un appartamento.
Non ci dice, però, cosa abbia fatto.
Chiamato la Polizia ?
E quanto tempo ha impiegato per intervenire ?
Non sarebbe stato molto meglio se, in legittimo e regolare possesso di un'arma, fosse direttamente e immediatamente intervenuto ?
Immagino che il rumore degli spari avrebbe fatto intervenire anche altri abitanti e i delinquenti sarebbero stati presi e ridotti all'impotenza.
Far West ?
Certo.
Ma fu proprio con sistemi spicci che il Far West divenne civile da selvaggio che era.
E qui, in assenza dello stato, la priorità è difendere le nostre vite e le nostre proprietà.
Venga quindi modificata la norma sulla legittima difesa, rendendola più favorevole ai cittadini onesti e meno garantista verso i delinquenti e si dia la possibilità ai cittadini onesti, incensurati, di nazionalità Italiana e che abbiano svolto il servizio militare di possedere legalmente armi di difesa.



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domenica, marzo 30, 2014

B come Bologna

Il Bologna andrà in serie B.
Le brutte partite con Sassuolo, Verona, Cagliari, Livorno, Chievo e Atalanta che avrebbero dovuto rappresentare il ciclo della salvezza e nelle quali invece abbiamo raccolto solo cinque punti quando ci attendono, nell'ordine Inter, Parma, Juventus e Fiorentina, certificano la pochezza di una squadra in cui entrambi gli allenatori le hanno provate tutte, senza cavare il classico ragno dal buco.
I tifosi organizzati e che vanno allo stadio, come quelli che, come me, preferiscono guardarsi le partite seduti nella poltrona di casa, non meritano la serie B.
Non lo meritano gli ultracinquantenni come me che hanno il ricordo di quando, bambini, videro il Bologna vincere il suo ultimo scudetto in quella magica giornata del 7 giugno 1964 e ancora di più non lo meritano coloro che, più giovani, dalla passione per il Bologna hanno ricevuto, al massimo, la soddisfazione di una salvezza dalla retrocessione.
E’ sicuramente più difficile tifare per squadre, come il Bologna, oggi di quanto non lo fosse ai primi anni sessanta quando, almeno, esisteva la possibilità perché ogni tanto qualche squadra meno sostenuta finanziariamente vincesse lo scudetto o lo contendesse fino all'ultimo ai soliti noti.
Dopo il Bologna il Cagliari, il Verona, la Sampdoria, ma anche il Perugia e il Vicenza di Paolo Rossi (che pure non vinsero) rappresentavano il bello di un calcio di provincia che poteva azzeccare l'anno giusto per competere con le corazzate Inter, Juve e Milan.
Un qualcosa che, oggi, può essere rappresentato da una Udinese o da una Atalanta, sia pur per obiettivi minori e con l’obbligo finanziario di vendere, ogni anno, i pezzi migliorati e valorizzati per scoprirne di nuovi.
Il Bologna non ha saputo trasformarsi nell’Udinese e nell’Atalanta di oggi, pur avendo alle spalle una realtà territoriale che dovrebbe essere più attrezzata.
Non ha saputo farlo perché la città non ha risposto in più occasioni continuando a sostenere quelle strutture grige e burocratiche che la stanno soffocando.
Il Bologna aveva un Presidente che, per competenza, per solidità, per conoscenza del mondo sportivo, avrebbe potuto trasformarsi nel Pozzo felsineo: Cazzola.
La città invece gli ha voltato le spalle quando tentò la scalata a Palazzo d’Accursio preferendogli il prescelto del partito comunista che, con una breve parentesi dovuta alla pessima scelta del proprio candidato, domina Bologna dal dopo guerra.
I bolognesi preferirono a Cazzola Delbono: uuuh ottima scelta, vero ?
Molto intelligente, complimenti !
Poi hanno perseverato nell’errore scegliendo un nuovo sindaco, Merola, estraneo alla città (origini campane) e che neppure sapeva in quale serie giocasse il Bologna.
Con il pci (nei suoi vari nomi arrivati ad oggi al pd) le coop che a Bologna gestiscono la massima parte delle attività di investimento economico in colleganza con le strutture pubbliche.
Pci e coop esprimono giunta e sindaco che prediligono la demagogia ideologica (immigrazione, “diritti” omosessuali, centri sociali) a spese dello sviluppo della città, naturalmente con costi a carico dei cittadini produttivi sui quali gravano tasse e uno tsunami di divieti (Merola ha ampliato i divieti di circolazione al sabato e domenica) senza ricevere in cambio sicurezza, servizi e manutenzione della città.
Bologna rappresenta, considerando la sua dimensione di media città, l’esempio più lampante della devianza che provoca l’immissione senza regole in un tessuto sociale, etnico, territoriale, economico di elementi estranei.
Mancano quindi i bolognesi veri, quelli disposti ad un progetto di prospettiva che impone investimenti e costi iniziali, ma anche capacità imprenditoriale.
O, meglio, ci sono ma sono osteggiati dal potere pubblico nelle mani di coop e partito comunista perché sono estranei al loro perimetro di obbedienza e, quindi, non essendo controllabili non deve essere concesso loro di operare con quelle agevolazioni che, altrove, hanno permesso di sviluppare quegli stessi progetti che a Bologna sono tabù.
Ci sono poi imprenditori che bolognesi non sono e quindi non hanno la passione per il Bologna, perché magari tifano Inter o Napoli o Juventus e che, quindi, non hanno motivazione interiore per investimenti iniziali costosi.
Ma anche questa situazione è responsabilità di giunte e sindaci, di un sistema politico ingessato che ha preferito annacquare la bolognesità con l’immissione di elementi estranei che di Bologna vedono solo il succo da spremere.
Così anche il Bologna calcio non può che essere amministrato da elementi che siano troppo modesti per poter impensierire il potere del partito comunista e delle coop, a maggior ragione se sono stati messi assieme da un coordinatore che bolognese non è e che ha bazzicato, ai massimi livelli, le coop.
Ma il fatto di non impensierire vuol dire anche che non hanno quei mezzi necessari a spingere con forza per il rinnovamento della squadra che richiederebbe soldi, soldi e ancora soldi.
Del resto l’unico aspetto che non condivido al tifo organizzato è la contestazione a Guaraldi.
Il presidente ci mette soldi suoi ed ha tutte le ragioni per non volerli bruciare così come di voler vendere rientrando, almeno in parte, di quanto ha speso.
Se uno pretende lo squadrone,beh … che ci metta i soldi suoi, troppo facile fare gli “spanizzi” con il denaro altrui come sta facendo Renzi e il suo governo !
Per questi motivi la prossima – salvo miracolo al quale comunque ci votiamo ma che non cambierebbe la sostanza dell'analisi – retrocessione del Bologna è da imputare alla città che continua a votarsi e a votare per il partito comunista, per le coop che esprimono giunta e sindaco dello spessore che possiamo quotidianamente verificare.
Io e i tifosi sicuramente non meritiamo che la nostra squadra sia di serie B.

Ma la Bologna degli elettori, del pci, delle coop, di Merola, è una città cui la serie B sta anche molto larga.


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domenica, marzo 09, 2014

Via Indipendenza imbrattata dai no tav

Chi ha avuto modo di passare per via Indipendenza dopo la manifestazione dei no tav, può verificare di persona lo sconcio prodotto dalla vernice che quei manifestanti hanno abbondantemente usato per le loro scritte sulle colonne e sui muri.
Una autentica indecenza ed ancor più indecente è la pusillanimità di chi non ha disposto l'uso delle Forze dell'Ordine, obbligate quindi a guardare senza reagire.
In tal modo quei devastatori sono venuti a Bologna, l'hanno imbrattata e se ne sono andati senza pagare dazio.
Toccherà ai cittadini mettersi le mani in tasca e pagare la ripulitura delle colonne e dei nostri portici.
Fino alla prossima volta.
Quando altri manifestanti si crederanno in diritto di fare altrettanto e sporcare di nuovo colonne e portici.
E questo accadrà finchè non si porrà fine con punizioni esemplari.
Ad esempio con il fermo dei responsabili e il loro incatenamento alle colonne imbrattate finchè non le avranno ripulite tutte.
Io lascerei solo una scritta: “Galere in fiamme”.
Con una piccola postilla: “con tutti voi dentro”.


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giovedì, febbraio 13, 2014

Bologna. I ‘danni’ del Civis (bus a fibra ottica) : 91 milioni di euro

E’ sempre più salato il ‘conto’ del Civis, il tram su gomma mai realizzato a Bologna. La Guardia di finanza provinciale, infatti, ha segnalato alla Corte dei conti altri 48,6 milioni di danno erariale che vanno ad aggiungersi ai precedenti 41 e rotti, e facendo lievitare il totale a 91 milioni.
Contemporaneamente le Fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria contabile otto persone che potrebbero presto ricevere l’invito a deporre: si tratta dei cinque componenti del cda di Atc nel momento in cui fu pubblicato il bando di gara per l’opera, del direttore dei lavori e di due membri della commissione di pre-qualifica che doveva valutare preventivamente i requisiti delle aziende che avevano presentato domanda per la gara.
La nuova ‘tranche’ di 48,6 milioni si riferisce agli oneri per l’esecuzione di opere ‘urbanistiche’ (strade, marciapiedi, pavimentazioni) realizzate per un sistema di trasporto che risultò ‘irregolare’. dire.it
Bologna: sindaco Merola e giunta Cofferati a giudizio per danno erariale
Una vicenda kafkiana se a riportarci alla concretezza non fosse una montagna di soldi pubblici dilapidata. Sì, sono stati sperperati 150 milioni, arrivati nelle casse comunali attraverso imposte e tasse. Il tutto per un mezzo pubblico di trasporto, il Civis, un maxi-autobus di 18 metri a fibra ottica, progettato, ordinato, poi la fibra posta sotto l’asfalto con disagi per automobilisti, cittadini e commercianti, costruite le banchine con le fermate lungo il percorso oltre ad appositi sottopassi e rotonde, realizzati filmati per illustrarne le meraviglie. Il tutto tra stop and go. Stop, perché fare passare in un centro storico medioevale e alla base delle Due Torri, simbolo della città, un gigante di quel genere non solo trovava l’ostracismo degli ultrà dell’ambiente ma anche di architetti e geologi solitamente pacifici. Go, perché comunque i lavori (per lo più appaltati a cooperative) proseguivano e a ogni ripresa il costo lievitava.
Bologna: chi paga il dietrofront sul Civis?
Bologna: Civis, da Irisbus documento falso per appalto
Bologna: sindaco Merola e giunta Cofferati a giudizio per danno erariale

da Imola Oggi



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Emilia Romagna, 7 milioni di euro per rifugiati e detenuti


“6 milioni e trecentomila euro per i rifugiati, un altro milione per migliorare la qualità della vita dei detenuti. E agli emiliani (terremotati e alluvionati) chi ci pensa?” Se lo chiedono i consiglieri regionali Mauro Manfredini, Manes Bernardini, Stefano Cavalli e Roberto Corradi, nel giorno della pubblicazione della graduatoria Sprar e a poche ore dall’intesa Errani-Cancellieri per il miglioramento della qualità della vita dei carcerati, che prevede fino a un milione di euro di cofinanziamento per misure alternative al carcere, formazione, lavoro, corsi di lingua.
 
“Entrambi i protocolli hanno valenza triennale. Errani impegna quindi anche l’amministrazione futura, che almeno per un anno non sarà quindi libera di scegliere se assegnare quei soldi ai detenuti o, magari (in maniera assai più virtuosa), alle nostre famiglie, ai nostri giovani e anziani”.

Rimane inoltre “scoperto un dato, il più rilevante” – sottolineano i consiglieri del Carroccio: “Oltre il 51 per cento dei 3.706 detenuti emiliano romagnoli è straniero. L’unico investimento che sarebbe quindi oculato è quello per rimpatriarli, con specifici accordi a monte. Tutto il resto sono solo i soliti specchietti per le allodole utili alle campagne elettorali del Pd, ma non a risolvere i problemi”

http://www.imolaoggi.it/2014/02/04/e-romagna-oltre-7-mln-di-euro-per-rifugiati-e-detenuti-la-lega-soldi-buttati/


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