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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, giugno 21, 2014

Bologna, 23 giugno, Piazza Re Enzo.

Leggo l' ultimo post con cui Massimo, giustamente, si lamenta dell' amministrazione comunale del comunista Merola, che invece che esporre gonfaloni inneggianti ai Marò ingiustamente sequestrati dalllo stato canaglia del Kerala prima, e mai liberati dal governo federale indiano poi, grazie anche all' imbelle comportamento dei governi comunisti o paracomunisti post-Berlusconi, ecco che a Bologna si offre una opportunità: Lunedì in Piazza Re Enzo, tra le 19,30 e le 20,30 si svolgerà una tappa della versione italiana de "La Manif Pour Tous", contro l'omosessualismo dilagante (che vuole famiglie strane), con civilissimi cittadini che, armati di un semplice libro a scelta, manifesteranno in silenzio il proprio dissenso. Nel sollecitare i Bolognesi a partecipare compatti, ricordo che recentemente queste manifestazioni sono state vittime di violenti attacchi da parte di attivisti e sodali omosessuali. 





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Lo squallido esibizionismo dell'amministrazione comunale di Bologna

Ogni giorno passo in Piazza Maggiore e ogni giorno posso ammirare quanto siano belli i palazzi di Bologna tanto che la mia città, anno dopo anno, vede un numero sempre maggiore di comitive di turisti stranieri che fotografano persino l'interno delle "botteghe" dove si vendono salumi e pasta e formaggi (e credo di essere rimasto immortalato anche io più volte, visto che fotografano incuranti dei clienti indigeni che comprano i prodotti).
Mi disturba quindi in linea generale quando le facciate vengono deturpate da stendardi, manifesti e fotografie.
Negli ultimi tempi è invalsa la moda, per le amministrazioni comunali, di esibire le fotografie di persone che, in qualche modo, vivono una avventura disagiata.
Sì, è un eufemismo per dire che sono sequestrati o imprigionati.
L'elenco è lungo e non sempre condivisibile la scelta di proporre quelle fotografie e manifestare quella solidarietà.
Ma questa è la moda della visibilità, per cui non ci si cura dell'oltraggio alla bellezza monumentale di una città o di un palazzo, e si sbatte una gigantografia in faccia ai passanti.
A Bologna questo giochino viene fatto nella facciata di Palazzo d'Accursio, il palazzo del sindaco, che si affaccia su Piazza Maggiore.
Da quasi due anni, l'Italia ha visto sequestrati due propri Militari, confinati nella nostra ambasciata in India e in attesa di subire un ingiusto processo dagli indiani, colpevoli di aver svolto il compito loro affidato dalla Nazione, dal Governo Italiano e dalla comunità internazionale.
Ci si aspetterebbe quindi che l'amministrazione comunale di Bologna, volendo esporre una fotografia di solidarietà, esponesse quella dei nostri Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Invece no.
Dei due Marò non c'è ombra, mentre spiccano, come dimostra la fotografia che ho scattato venerdì (e chiedo scusa per la qualità, ma è la prima con il cellulare) due soggetti che nulla hanno a che vedere con l'Italia e con i Marò.
L'amministrazione comunale preferisce i bambini in guerra e una donna condannata a morte nel suo paese per aver abiurato alla fede musulmana (temi comunque sensibili, ma che ci toccano sicuramente di meno), al sostegno ai nostri Marò.
L'esibizionismo di Merola e compagni dimostra, per l'ennesima volta, come i comunisti cambino il nome, ma non perdano il vizio di essere internazionalisti e antitaliani.



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sabato, giugno 07, 2014

Io c'era

Magari non ero a Roma e, infatti, ero a Bologna, però "io c'era" quel 7 giugno del 1964, sdraiato nel prato antistante casa e che era adibito a campo di calcio, assieme ai miei amici di infanzia, tutti attorno ad una radiolina con il volume al massimo ma che, a mala pena, ci consentiva di ascoltare.
I "grandi" (cioè i ragazzi di tre o quattro anni più anziani di noi che avevamo dai sei agli otto anni ed eravamo nel gergo del quartiere i "piccoli") erano poco distanti con un'altra radiolina.
Il goal di Fogli (per alcuni autogoal di Facchetti) e poi quello di Nielsen ci donarono la gioia sportiva più grande che si possa immaginare, tanto maggiore in quanto nei successivi cinquanta anni il Bologna non vinse più ed oggi ha subito la quarta (meritata) retrocessione in serie B.
Lo scudetto dopo lo spareggio (e il complotto del doping) è un ricordo indelebile della mia infanzia e sarò eternamente grato a quegli undici ragazzi capitanati da Mirko Pavinato, diretti da Fulvio Bernardini e messi assieme dal Presidentissimo Renato Dall'Ara cui dedico questo ricordo, per avermi fatto vivere quei momenti che hanno caratterizzato l'infanzia di una intera generazione di bolognesi.
La fine della partita fu accolta da un carosello di ... biciclette e festeggiata con una partita che, come tante altre giocate in quegli anni, vedeva squadre miste di "grandi" e "piccoli", sempre onestamente equilibrate.
Chi tifa Juventus, Inter, Milan, non può capire, tanto è abituato a vincere scudetti che ogni generazione se ne può appuntare una manciata sul petto.
Noi no.
Il ricordo dello scudetto del Bologna, ormai, rimane vivo in chi adesso ha ben superato i cinquanta anni e i giovani tifosi, al massimo, possono ricordare .. una promozione in serie A.
Ed anche se, oggi, ho contatti con pochi dei miei amici di infanzia, quel 7 giugno 1964 ci unisce ancora, come allora, indipendentemente da quanto poco esaltante sia il Bologna di oggi.

Ricordo la formazione del Bologna del 7 giugno 1964:
NEGRI, FURLANIS, PAVINATO, TUMBURUS JANICH, FOGLI, PERANI, BULGARELLI, NIELSEN, HALLER, CAPRA.
Capra (inizialmente terzino titolare poi sostituito da Furlanis) fu schierato a sorpresa da Bernardini in sostituzione dell'infortunato EZIO PASCUTTI , grande bomber e ala sinistra, artefice dello scudetto al pari degli altri che giocarono a Roma lo spareggio, perchè senza i goal di Pascutti a quello spareggio non ci saremmo arrivati.
Capra a sorpresa, dunque, perchè il sostituto naturale di Pascutti all'ala era RENNA, ma evidentemente nel "bestiario" di Bernardini, era meglio Capra.
Ed ebbe ragione.
Ricordo anche alcune "riserve" oltre a Renna: RADO; CIMPIEL, LORENZINI, FRANZINI, CORRADI.


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